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Pagamento affitto in contanti, cosa cambia con la Legge di Stabilità

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Autore: Redazione

Con la legge di Stabilità 2016 arrivano alcune novità anche per quanto riguarda il pagamento degli affitti. Il provvedimento non solo amplia il limite all’uso del contante, che da 1.000 euro passa a 3.000, ma abroga anche la norma che prevedeva il divieto del pagamento in contanti per i canoni di locazione di qualsiasi importo per le unità abitative.

Una disposizione, quest’ultima, assai dibattuta e che aveva portato il Ministero dell’Economia e delle Finanze a pubblicare una circolare con la quale precisava che il divieto di pagamento in contanti per le locazioni era da ritenersi ancorato alla regola più generale sulla tracciabilità dei pagamenti. In pratica, il Ministero consentiva il pagamento in contanti per gli importi fino a 999,99 euro, mentre da 1.000 euro in su restava l’obbligo dell’assegno o del bonifico.

Cosa succede con la legge di Stabilià 2016? Presto detto. Dal prossimo anno l’inquilino potrà pagare fino a 2.999,99 euro in contanti. Per cifre superiori, dai 3.000 euro in su, dovrà valersi di strumenti tracciabili: assegni non trasferibili, bonifici e pagamenti con carte. E’ facile dedurre, dunque, che dal 2016 la maggior parte degli affitti a uso abitativo potrà essere pagata in contanti.

Nel caso degli arretrati, se l’inquilino pagherà in un’unica soluzione più mensilità potrà farlo in contanti anche se la somma raggiungerà i 3.000 euro, ma il padrone di casa dovrà emettere una ricevuta per ogni mensilità. Nel caso in cui dovesse effettuare una sola quietanza, il pagamento verrà considerato unitario e quindi dovrà essere effettuato con assegno, bonifico o altri strumenti tracciabili.