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S&P, nel prossimo biennio crescita zero dei prezzi delle case e rallentamento delle transazioni

S&P Global Ratings
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Autore: Redazione

In Italia un’economia debole terrà i prezzi bassi. A dirlo il rapporto S&P Global Ratings. Se in molti Paesi europei l’attività del mercato immobiliare residenziale continuerà a crescere nel 2017, grazie a tassi ancora molto favorevoli e alla ripresa economica in atto, nel nostro Paese si stima una crescita zero dei prezzi delle case per i prossimi due anni, a causa delle incertezze circa le prospettive economiche e politiche. Probabile anche un rallentamento delle transazioni, a partire dalla seconda parte dell'anno, a causa del lieve aumento dei tassi sui mutui.

Secondo le previsioni dagli analisti di S&P Global Ratings, si potrà osservare un aumento dei prezzi delle case in vendita nella maggior parte dei mercati europei, anche se con guadagni più lenti, a causa dell’aumento dell’inflazione e pressioni esterne sulla crescita. Il mercato immobiliare residenziale italiano, invece, risulta essere il più debole, con una crescita zero dei prezzi delle case per i prossimi due anni, a causa delle incertezze circa le prospettive economiche e politiche.

S&P Global Ratings
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Il rapporto ha evidenziato che, anche se l’economia ha mostrato una certa capacità di recupero dopo il referendum di dicembre, rimangono notevoli incertezze in merito alle prospettive economiche e politiche, sul modo in cui il nuovo governo cerca di affrontare le questioni urgenti, come la crisi bancaria e le riforme elettorali. La tempistica sulla ricapitalizzazione di Monte dei Paschi non è del tutto chiaro, così come la prospettiva di nuove elezioni entro la fine dell’anno.

In questo contesto volatile, gli ultimi indicatori economici hanno dato segnali contrastanti. E le previsioni non parlano di un mercato immobiliare particolarmente forte. Nel 2016 si è assistito a una ripresa delle compravendite, ma i prezzi sono rimasti bassi. Per quest’anno gli analisti di S&P si attendono un andamento simile, con un rallentamento delle transazioni nella seconda parte del 2017 e nel 2018, a causa del lieve aumento che potrebbero subire i tassi di interesse, dopo aver toccato il minimo storico.