È una grande operazione quella avviata da Roma Capitale e che prevede l’acquisto di 1040 nuove case da destinare alle graduatorie di Edilizia Residenziale Pubblica nel corso del 2026. Lo scorso 30 dicembre è stato sottoscritto il rogito notarile di compravendita per la prima tranche di 336 alloggi. Con questo atto, firmato dal Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche abitative e da Fondazione Enasarco, è stato sancito il definitivo trasferimento degli immobili al patrimonio pubblico, rendendo immediatamente disponibili gli alloggi per l’assegnazione tramite graduatoria, per un valore complessivo di circa 53 milioni di euro. La seconda tranche di 702 alloggi sarà rogitata durante l'anno, completando l’operazione di acquisizione, che sarà nuovamente verificata dall’Agenzia del Demanio, per un valore di 201,5 milioni di euro. L’investimento complessivo dell’operazione è dunque di circa 250 milioni di euro.
Si tratta della più ampia operazione di acquisizione di case popolari realizzata da una città italiana negli ultimi decenni. Un intervento strutturale che rafforza in modo significativo il patrimonio pubblico destinato all’Edilizia Residenziale Pubblica.
Come precisato da una nota di Roma Capitale, nel corso dell’esame in Assemblea Capitolina, le delibere sono state approvate con alcuni emendamenti e ordini del giorno che ne rafforzano l’impianto sociale e territoriale. Per entrambi gli acquisti è previsto che gli alloggi siano attribuiti prioritariamente agli aventi diritto in graduatoria delle case popolari, fatto salvo quanto emergerà dalle richieste del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e dalla cabina di regia della Prefettura di Roma. È stata inoltre introdotta la valutazione di impatto sociale nei contesti condominiali o residenziali misti in cui la quota di alloggi popolari supera il 15% del totale. È prevista anche una quota di case da assegnare tramite bandi speciali, riservati a nuclei già presenti in graduatoria e a donne vittime di violenza e/o con figli minori, con l’obiettivo di evitare concentrazioni di disagio sociale e favorire una distribuzione equilibrata delle assegnazioni. Saranno valutate infine forme di confronto preventivo con i residenti, iniziative di accompagnamento sociali e tavoli di confronto con i Municipi e con i comitati degli inquilini.
Gualtieri: “Un impegno finanziario straordinario pari a circa 250 milioni di euro”
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato: “È una decisione storica che comporta un impegno finanziario straordinario pari a circa 250 milioni di euro e che segna un cambio di passo concreto nelle politiche abitative di Roma”.
Il sindaco di Roma ha quindi spiegato: “Con questa operazione acquistiamo oltre mille appartamenti da destinare alla graduatoria delle case popolari, con 336 alloggi già rogitati e immediatamente assegnabili e gli altri che saranno acquisiti nei prossimi mesi. Raggiungiamo così, in anticipo, l’obiettivo di 1.500 alloggi che ci eravamo prefissati nel 2023 da acquistare entro il 2026”.
Gualtieri ha poi affermato: “È un investimento strutturale che rafforza in modo duraturo il patrimonio pubblico e conferma la scelta di considerare il diritto alla casa una priorità dell’azione di governo della città. Ringrazio la Fondazione Enasarco, la presidente Patrizia De Luise e il direttore generale Antonio Buonfiglio per la collaborazione istituzionale e gli uffici del Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative per il lavoro svolto”.
Zevi: “Roma compie un passo strutturale nella risposta alla crisi abitativa”
L’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, ha evidenziato: “Con queste prime 336 case trasformiamo un impegno politico in patrimonio pubblico e diritti esigibili. Nei prossimi mesi rogiteremo il resto degli immobili, oltre 700”.
Zevi ha poi chiarito: “Roma compie un passo strutturale nella risposta alla crisi abitativa, rafforzando in modo significativo l’Edilizia Residenziale Pubblica e dando una prospettiva concreta a migliaia di famiglie che vivono una condizione di emergenza grave. Partiremo immediatamente con le assegnazioni dei primi alloggi già acquisiti, perché sono immobili in buone condizioni e questo ci consente di ridurre drasticamente i tempi di attesa”.
L’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative ha quindi aggiunto: “È un’operazione diffusa sull’intero territorio cittadino, pensata per ricucire la città e non per frammentarla: la nostra scelta è quella di evitare concentrazioni di disagio e di governare le assegnazioni con attenzione ai contesti, ai condomini esistenti e all’equilibrio sociale dei quartieri. La casa è un’infrastruttura sociale: senza, non c’è inclusione, non c’è sicurezza, non c’è città”.
Trombetti: “Gli alloggi sono in buone condizioni, le assegnazioni avverranno in tempi rapidi”
Il presidente della Commissione Patrimonio e Politiche abitative, Yuri Trombetti, ha fatto sapere: “Grazie agli uffici e a Enasarco abbiamo portato a termine, con questi primi immobili, un’operazione complessa, che rafforza il patrimonio pubblico e consente di dare una risposta concreta a migliaia di famiglie in attesa di una casa. Gli alloggi sono in buone condizioni e questo ci permette di procedere con le assegnazioni in tempi rapidi, ma con la necessaria attenzione. Comprendiamo le preoccupazioni per i condomini misti e per questo adotteremo un metodo rigoroso: valutazioni di impatto sociale prima di ogni assegnazione e monitoraggio costante dell’inserimento dei nuclei. La povertà non è una colpa: queste case rispondono alla graduatoria dell’Edilizia Residenziale Pubblica e saranno accompagnate da interventi sociali e bandi speciali per garantire integrazione, equilibrio e coesione nei quartieri”.
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