Negli ultimi anni il divano ha smesso di essere un semplice elemento da appoggiare alla parete, diventando un protagonista dello spazio living: viene posizionato sempre più spesso al centro della stanza, lasciando spazio a soluzioni creative sul retro. Così, grazie a librerie, consolle e mobili contenitori la zona si trasforma in un’area funzionale e decorativa, una scelta che unisce estetica e praticità, con il divano con un mobile dietro sempre più presente nelle case contemporanee e negli open space.
Come si chiamano i mobili dietro al divano
Non esiste un termine tecnico univoco per definire i mobili posizionati dietro al divano. In ambito progettuale si parla genericamente di mobili retro divano, elementi retrostanti al divano o arredi di separazione, soprattutto quando vengono utilizzati per dividere due zone di uno stesso ambiente, come soggiorno e zona pranzo.
In architettura d’interni, questi elementi vengono spesso considerati come filtro visivo o schermatura funzionale, perché contribuiscono a dividere e organizzare lo spazio senza ricorrere a pareti fisse. A seconda della funzione, possono essere dunque catalogati come librerie, madie, consolle, scaffalature o sistemi modulari.
Anche all’interno dei cataloghi dei brand di arredamento non è insolito trovare delle soluzioni progettate per essere posizionate dietro al divano, ma non rientrano in una categoria dedicata. Piuttosto rientrano nei sistemi giorno modulari, nei contenitori bassi o nelle librerie bifacciali: questo perché il retro del divano non è una zona codificata, ma uno spazio flessibile che può essere interpretato in modo creativo in base alle esigenze di chi vive la casa.
Idee e soluzioni di mobili dietro al divano tra le più in voga
Il retro del divano è uno spazio spesso sottovalutato, ma con un buon progetto può diventare un elemento chiave del soggiorno. La scelta del mobile da inserire dietro dipende però da diversi fattori come le dimensioni dell’ambiente, lo stile dell’arredo e le esigenze pratiche di chi vive la casa.
In un open space, ad esempio, può funzionare come separatore visivo, mentre in un living più compatto può offrire contenimento e superfici d’appoggio extra; però, per comprendere meglio il potenziale di questo elemento, ecco alcune soluzioni tra le più utilizzate di mobili dietro al divano:
- libreria dietro al divano: ideale per separare gli spazi senza chiuderli, soprattutto se bifacciale o a giorno;
- consolle o tavolo stretto: perfetto per lampade, oggetti decorativi e punti luce;
- madia o mobile contenitore basso: si tratta di una soluzione utile per riporre stoviglie, tessili e oggetti di uso quotidiano;
- zona bar o mobile cocktail: è una scelta sempre più presente nei soggiorni contemporanei per creare un angolo conviviale;
- panca o mobile multifunzione: può fungere da seduta extra e contenitore, soprattutto in spazi flessibili e moderni.
In ogni caso, il mobile dietro al divano non dovrebbe essere considerato un semplice complemento, ma una parte integrante del progetto d’arredo: se scelto con attenzione, può migliorare la funzionalità del soggiorno, organizzare meglio gli spazi e aggiungere un forte valore estetico all’ambiente, trasformando il retro del sofà in un vero punto focale della casa.
Quanto deve essere alto il mobile dietro al divano
L’altezza del mobile dietro al divano è uno degli aspetti più delicati, perché influisce sia sulla funzionalità sia sulla percezione visiva dello spazio; non esiste una misura universale ma alcune linee guida aiutano a evitare errori.
- In generale, un mobile basso con altezza compresa tra 60 e 90 cm, è perfetto da inserire quando si vuole mantenere una sensazione di apertura visiva. Soluzioni ideali, ad esempio, sono madie, panche e contenitori bassi, perché non ostacolano la vista e lasciano il divano come elemento protagonista.
- Una consolle per casa può invece avere un’altezza simile a quella di un tavolo, intorno ai 75-85 cm, risultando efficace anche per l’appoggio di lampade e oggetti decorativi;
- poi, le librerie o le scaffalature possono arrivare fino al soffitto, ma è consigliabile che siano leggere, con vani aperti o strutture a giorno, per evitare un effetto troppo massiccio. In ambienti piccoli possono risultare opprimenti, mentre in open space ampi può diventare un elemento architettonico di grande impatto.
Un altro criterio da valutare è l’altezza dello schienale del divano, visto che il mobile dovrebbe sempre dialogare con le proporzioni del sofà; questo vuol dire che un mobile troppo alto rispetto allo schienale può far sembrare il divano più piccolo e meno importante, mentre uno troppo basso rischia di apparire come un elemento casuale.
Scegliere il divano adatto a un mobile dietro
Quando si decide di posizionare un mobile dietro al divano, la scelta del sofà diventa ancora più strategica: questo infatti non è più solo un elemento funzionale, ma un fulcro intorno al quale ruota l’intera organizzazione dello spazio.
- Dal punto di vista estetico, è consigliabile scegliere un modello con uno schienale curato anche sul retro, visto che sarà visibile: molti modelli sono progettati per essere appoggiati alla parete e, per questo motivo, hanno finiture posteriori semplificate.
- Dal punto di vista funzionale, è necessario lasciare spazio sufficiente per il passaggio tra il divano e il mobile: una distanza di almeno 60-80 cm consente di muoversi comodamente e utilizzare il mobile senza difficoltà. Nei soggiorni più grandi da arredare, questo spazio invece può diventare una vera e propria zona di servizio.
- Altro fattore chiave da considerare è la coerenza stilistica: un divano minimalista può essere abbinato a una libreria leggera o a una consolle in metallo e vetro, mentre un divano classico può dialogare con una madia in legno o una libreria più tradizionale.
- Anche il colore, ovviamente, gioca un ruolo fondamentale: il mobile può riprendere il tono del divano per un effetto armonioso oppure creare un contrasto studiato.
Infine, è importante considerare la funzione dello spazio: se il soggiorno è anche sala da pranzo o area studio, il mobile dietro al divano può diventare un elemento di separazione funzionale, contribuendo a definire le diverse zone senza ricorrere a muri o pareti divisorie.
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