Clima, materiali e tempo: ecco come sono stati trasformati le coperture delle chiese più famose d'Europa.
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cattedrale di berlino
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Osservando una città dall'alto, lo sguardo viene spesso catturato da cupole e coperture che spiccano per colore e forma. Non si tratta certo di un caso: nel corso dei secoli, le chiese sono state costruite per essere visibili, riconoscibili e durature; poi, materiali, clima e tradizione hanno fatto il resto, trasformando superfici metalliche e laterizie in vere e proprie icone urbane. Dunque, capire i tetti delle chiese e i loro colori significa decifrare un linguaggio architettonico che racconta identità, tempo e territorio.

Da cosa dipende il colore dei tetti delle chiese?

Il colore dei tetti delle chiese non nasce quasi mai da una scelta puramente decorativa; piuttosto, molto dipende dal materiale utilizzato per la copertura. Rame, piombo, ardesia, laterizio, zinco o ceramica smaltata hanno infatti comportamenti molto diversi nel tempo; a questo si aggiungono il clima, l’esposizione agli agenti atmosferici e il livello di inquinamento dell’aria, tutti fattori che incidono direttamente sulle trasformazioni cromatiche delle superfici.

Nei secoli passati, poi, la priorità era la durata: questo vuol dire che i tetti dovevano essere progettati per proteggere edifici destinati a durare centinaia di anni, spesso in condizioni climatiche difficili. Per tale motivo si privilegiavano materiali resistenti all’acqua e al gelo, anche se costosi; ad esempio, il rame era usato non solo per la sua facilità nella lavorazione ma anche perché, ossidandosi, crea uno strato protettivo naturale. A queste necessità di ordine pratico si deve aggiungere anche la tradizione locale: 

  • in molte aree del Nord Europa sono comuni tetti scuri o verdi;
  • nel Mediterraneo prevalgono coperture in laterizio o ceramica, più adatte a climi caldi e secchi. 

Il colore finale del tetto è quindi il risultato di una combinazione tra scelta costruttiva, ambiente e tempo.

Cattedrale di Vienna
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Perché i tetti delle chiese sono spesso verdi o azzurri

Il verde e l’azzurro sono tra i colori più riconoscibili per quanto riguarda la copertura dei tetti ecclesiastici, soprattutto nelle grandi cattedrali europee. La presenza di queste tonalità è legata quasi sempre all’uso del rame e al processo di trasformazione dovuto al tempo e agli agenti atmosferici; in sostanza, quando il rame è nuovo ha un colore rosso-bruno brillante, ma con l’esposizione all’aria e all’umidità subisce una serie di reazioni chimiche dando vita al cosiddetto verde rame.

L’effetto visivo finale è diventato così familiare da essere percepito come parte integrante dell’immaginario religioso, tanto che, in alcune epoche storiche, questo colore è stato persino apprezzato per il suo valore simbolico, associato al cielo, alla spiritualità e alla trascendenza.

Cos’è il verde rame e che vantaggi ha

Con verde rame s’intende proprio la patina che si forma naturalmente sulla superficie del metallo una volta che è esposto agli agenti atmosferici per molti anni.

Dal punto di vista strettamente chimico, il fenomeno è causato da ossidi, carbonati e solfati di rame che si depositano sulla superficie, creando uno strato compatto e aderente; però, questo non altera in nessun modo la resistenza del materiale; al contrario lo protegge, riducendo la corrosione e garantendo una maggiore durata della copertura.

Per i tetti delle chiese, il verde rame rappresenta dunque un vantaggio sia tecnico sia economico: le coperture realizzate in questo materiale, non richiedono verniciature o trattamenti chimici frequenti, perché la patina agisce da barriera naturale contro pioggia, neve e smog, proteggendo l’edificio nel tempo; inoltre, il verde rame crea un aspetto uniforme e armonioso, apprezzato sia dal punto di vista estetico sia da quello architettonico.

Quanto tempo ci mette a trasformarsi da rame a verde rame

La trasformazione del rame in verde rame non è un processo che avviene velocemente: in condizioni normali richiede diversi decenni prima che si manifesti. Nei primi anni, il rame passa dal colore originario a tonalità brunastre e scure; solo successivamente compaiono le prime sfumature verdi, che con il tempo diventano più uniformi.

La velocità del processo dipende anche da fattori esterni diversi come clima umido, aria marina o presenza di inquinanti, tutti elementi che possono accelerare la formazione della patina; al contrario, in ambienti secchi e poco esposti, il cambiamento può richiedere molto più tempo. È per questo che tetti simili, ma situati in città diverse, possono presentare colori completamente differenti tra loro.

Storicamente, però, questo lento mutamento cromatico era accettato come parte della vita dell’edificio; anzi, il colore che cambiava nel tempo diventava una sorta di misura visiva dell’età della chiesa, rafforzandone il valore simbolico e storico all’interno della comunità.

Cattedrale di San Vito Praga
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Esempi di chiese con tetti verdi o verde-azzurro

I tetti verdi o di colore verde-azzurro delle chiese non sono un’eccezione ma una costante nell’architettura religiosa europea e non solo, soprattutto laddove il rame è stato utilizzato con frequenza nei progetti edili e di espansione urbanistica; poi, in molti casi queste superfici sono diventate elementi identitari, immediatamente associabili alla città stessa.

Di seguito alcuni esempi significativi di chiese con tetti verdi o verde-azzurro, scelti tra alcuni degli edifici storici più noti:

  • Duomo di Berlino: la grande cupola verde è uno degli elementi più riconoscibili dello skyline berlinese.
  • Cattedrale di Santo Stefano, Vienna: con parti della copertura che mostrano le tipiche tonalità del rame invecchiato.
  • Cattedrale di San Vito, Praga: le coperture in rame verde accompagnano l’imponente complesso del Castello.
  • Cattedrale di Notre-Dame, Parigi: prima dell’incendio del 2019, la copertura e la guglia presentavano il classico verde del rame ossidato.
  • Duomo di Trento – Cattedrale di San Vigilio: uno degli esempi più evidenti in Italia. La copertura in rame del tetto e delle parti alte ha sviluppato una patina verde‑azzurra uniforme visibile da punti elevati della città.
  • Sinagoga di Firenze: pur non essendo una chiesa cristiana, questo edificio di culto ha una delle cupole più notevoli di Firenze (città dove c'è anche anche una tra le cupole più grandi d'Italia), con tetto in rame patinato verde, diventata un punto di riferimento visivo nel centro storico.
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