Ecco come accedere ai rimborsi per visite e farmaci veterinari del bonus animali domestici 2026 in alternativa alla detrazione
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Anziani con gatto come animale domestico
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La gestione del bilancio familiare richiede una pianificazione attenta, specialmente per chi condivide la propria quotidianità con un animale d'affezione. Per sostenere le fasce più fragili, il sistema di welfare italiano prevede misure specifiche che si affiancano alla detrazione fiscale ordinaria del 19%, accessibile a tutti i contribuenti previa applicazione di una franchigia di 129,11 euro. 

In questo contesto, il bonus animali domestici, confermato per il 2026, garantisce un sostegno economico per le spese veterinarie dei proprietari di animali d'affezione con più di 65 anni e un Isee inferiore a 16.215 euro. Per quest'anno, lo specifico fondo ha una dote di 237.500 euro per rimborsare interventi, visite e farmaci.

Come posso ottenere il bonus animali domestici di 500 euro

L'accesso al contributo specifico per le cure degli animali richiede il rispetto di parametri rigorosi, definiti per convogliare le risorse verso chi ne abbia davvero necessità. 

Il beneficio, che può arrivare fino a un massimo di 500 euro per fruitore, non funziona come un'erogazione automatica, ma richiede lo stanziamento dei fondi da parte delle Regioni e la presentazione di una specifica istanza. 

La procedura si basa sul rimborso delle spese sostenute per la cura di cani, gatti e furetti, purché le relative prestazioni siano documentate e tracciabili.

Donna che accarezza il cane
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Come si assegnano i contributi: graduatorie e criteri

Per ottenere l'agevolazione, è indispensabile che il proprietario abbia provveduto alla corretta iscrizione dell'animale presso l'Anagrafe degli animali d'affezione. Se per i cani l'inserimento del microchip è un obbligo di legge al quale adempiere entro 60 giorni dalla nascita, per gatti e furetti la registrazione diventa un passaggio obbligatorio nel momento in cui si intenda accedere a benefici economici o richiedere il passaporto europeo. 

Dal punto di vista tecnico e amministrativo, l'erogazione del contributo avviene solitamente tramite delle graduatorie regionali, all'interno delle quali la priorità viene assegnata in base alla cronologia delle domande o alla situazione economica del nucleo familiare.

Come presentare domanda online del bonus animali

La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ha reso la domanda online il canale privilegiato, e spesso esclusivo, per l'invio delle richieste. Per procedere, il cittadino deve essere in possesso delle credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). 

Le piattaforme regionali o dell'Inps predispongono apposite sezioni dove caricare i certificati necessari. In questa fase, la precisione nel predisporre i documenti richiesti è un elemento decisivo per l'accettazione della domanda del bonus animali domestici 2026. Pertanto, è necessario allegare:

  • la certificazione ISEE in corso di validità;
  • una copia del documento d'identità del richiedente (che deve coincidere con il proprietario registrato nell'Anagrafe degli animali d'affezione);
  • il codice identificativo del microchip dell'animale;
  • le fatture o le ricevute fiscali dettagliate delle prestazioni veterinarie;
  • la documentazione attestante il pagamento tracciabile (ricevuta POS, estratto conto bancario o bonifico).

Bonus animali domestici 2026: come richiederlo

La mancanza di uno solo degli elementi descritti o la discordanza tra l'intestatario della fattura e il proprietario dell'animale può portare al rigetto immediato dell'istanza. Pertanto, capire esattamente come richiedere il bonus animali domestici senza incorrere in errori formali necessita di una conoscenza delle regole e delle tempistiche locali. 

Essendo il fondo gestito su base territoriale, ogni Regione pubblica un proprio bando che stabilisce le finestre temporali per l'invio. Alcuni enti locali potrebbero prevedere l'erogazione del contributo sotto forma di voucher da spendere presso cliniche convenzionate, mentre altri optano per il rimborso a posteriori.

Farmaci e scontrino parlante: le regole della farmacia

Dal punto di vista della farmaceutica veterinaria, è fondamentale richiedere sempre lo scontrino parlante in farmacia. Il documento deve riportare il codice fiscale del proprietario e la natura del prodotto acquistato, che deve essere classificato come medicinale veterinario. 

Non sono rimborsabili, né detraibili, i prodotti parafarmaceutici, gli integratori (salvo casi specifici prescritti), gli alimenti dietetici o gli accessori come guinzagli e museruole. 

Per chi volesse una protezione più ampia, può essere utile prendere in considerazione l'ipotesi di stipulare un'assicurazione per gli animali domestici, in modo da coprire eventuali costi chirurgici eccedenti i limiti previsti dai bonus pubblici.

Verifica dei criteri e requisiti essenziali

Per ciascuno dei tre anni dal 2024 al 2026, il decreto del ministero della Salute del 30 aprile 2025, attuativo della misura contenuta nella legge di Bilancio 2024 (legge n. 213 del 30 dicembre 2023), stanzia 250.000 euro - poi ridotti a 237.500 euro per gli anni 2025 e 2026 - prevedendo requisiti di accesso al beneficio estremamente specifici. 

Infatti, In base a quanto prevede l'articolo 1 recante i "Criteri di ripartizione", ciascun richiedente del bonus animali domestici deve aver compiuto il sessantacinquesimo anno di età alla data di presentazione della domanda ed essere in possesso di un indicatore Isee non superiore a 16.215 euro. 

La soglia è stata individuata per garantire un supporto concreto a quella fascia di popolazione anziana per cui l'animale d'affezione svolge un ruolo sociale e terapeutico fondamentale. Inoltre, le spese ammissibili riguardano esclusivamente:

  • le visite cliniche veterinarie generali e specialistiche;
  • gli interventi chirurgici certificati come necessari;
  • gli esami di laboratorio (analisi del sangue, urine e citologia);
  • la diagnostica per immagini (radiografie, ecografie e tomografie computerizzate);
  • l'acquisto di farmaci veterinari con prescrizione medica.

Bonus animali domestici 2026: panoramica sulle Regioni

Il contesto locale varia significativamente in base alle delibere territoriali. Per fare due esempi, in Lombardia, per mezzo delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS), e nel Lazio, in particolare per i cittadini residenti a Roma e in provincia, la gestione dei contributi è spesso assimilata alle misure di sostegno alle famiglie fragili e all'integrazione dei fondi regionali con risorse proprie.

Tuttavia, a inizio febbraio 2026, presso tutte le Regioni italiane e le Province Autonome non risultano attivati bandi per l'assegnazione del bonus animali riguardanti le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, nonostante l'avvenuta delibera del ministero della Salute a fine aprile scorso. 

Si consiglia, pertanto, di monitorare i portali istituzionali delle Regioni, dei Comuni e delle Province Autonome in modo da presentare velocemente la domanda una volta attivata la piattaforma telematica. Il rimborso delle spese segue, infatti, l'ordine cronologico di trasmissione dell'istanza fino all'esaurimento dei fondi. 

Veterinaria che usa l'otoscopio per esaminare l'orecchio
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Qual è il limite di spesa per il bonus spese veterinarie 2026

Oltre al fondo specifico per gli over 65, permane la possibilità per la generalità dei contribuenti di usufruire della detrazione fiscale del 19% nel Modello 730. Tuttavia, è fondamentale non confondere le due misure, poiché presentano tetti e meccanismi differenti. Inoltre, il bonus animali domestici non è cumulabile con la detrazione fiscale per le medesime spese veterinarie. 

Per evitare sovrapposizioni, le Regioni comunicheranno i rimborsi all'Agenzia delle Entrate in modo da rappresentare correttamente le spese nella dichiarazione precompilata dei redditi qualora non dovessero essere già oggetto di rimborso a livello regionale o locale. 

Per la detrazione ordinaria, il limite massimo di spesa sul quale calcolare lo sconto fiscale è fissato a 550 euro annui. Bisogna però prestare attenzione alla franchigia di 129,11 euro: ciò significa che la detrazione si applica esclusivamente sulla quota eccedente tale soglia. 

In termini pratici, anche a fronte di esborsi elevati, il risparmio massimo ottenibile tramite la dichiarazione dei redditi si attesta intorno agli 80 euro. Il calcolo viene effettuato sottraendo la franchigia dal tetto massimo (o dalla spesa totale se inferiore, per esempio 550,00 - 129,11 euro) e applicando l'aliquota del 19%. È bene ribadire che tale limite è riferito all'intero nucleo familiare e non al singolo animale posseduto.

Tipologia Spesa

Soglia/Limite

Percentuale Agevolazione

Franchigia fissa

129,11 euro

-

Tetto massimo detrazione 730

550,00 euro

19%

Bonus over 65 (2026)

Fino a 500,00 euro

Contributo diretto

ISEE massimo per bonus

16.215,00 euro

Requisito accesso

Come compilare il Modello 730 con le spese veterinarie

Per chi non rientri nei parametri anagrafici o reddituali del bonus animali domestici, la strada rimane, dunque, quella della detrazione fiscale standard. Nel Modello 730, le somme spese devono essere indicate nel Quadro E, specificamente nei righi che vanno da E8 a E10, utilizzando il codice 29

Si tratta di un passaggio delicato. L'Agenzia delle Entrate, infatti, riceve già molti dati tramite il Sistema della Tessera Sanitaria, ma è onere del contribuente verificare che tutte le spese tracciabili siano state caricate correttamente nella dichiarazione precompilata.

Tracciabilità dei pagamenti: le prove richieste dal Fisco

In caso di controlli, l'amministrazione finanziaria richiede la prova della tracciabilità. Se la prestazione è stata eseguita presso una clinica privata non accreditata, il pagamento in contanti invalida totalmente il diritto alla detrazione, anche in presenza di regolare fattura. 

L'unica eccezione riguarda l'acquisto di farmaci o prestazioni rese da strutture pubbliche, come le cliniche universitarie o i servizi veterinari ASL, dove il contante è ancora ammesso, sebbene la moneta elettronica resti la scelta più sicura per evitare contestazioni.

Quali sono le spese escluse?

Il ruolo dell'educatore cinofilo o dell'esperto di comportamento, pur essendo importante per la convivenza civile e il benessere psicofisico dell'animale, non rientra tra le spese detraibili o rimborsabili dal fondo pubblico. Si tratta di servizi che, pur prevenendo situazioni di rischio e migliorando la gestione dell'animale, sono considerati prestazioni non sanitarie. 

Pertanto, nel pianificare il budget annuale per i propri compagni a quattro zampe, è necessario distinguere nettamente tra la cura medica, agevolata dal bonus o dalla detrazione fiscale, e la gestione comportamentale o estetica, a totale carico del proprietario.

La combinazione tra la detrazione Irpef del 19% e il contributo mirato per gli over 65 offre un sostegno ai cittadini, ma soprattutto tutela il diritto alla salute degli animali domestici. Resta fondamentale consultare periodicamente i portali istituzionali della propria Regione di residenza, poiché la ripartizione dei fondi e le modalità operative di invio delle istanze possono subire variazioni nel corso dell'anno solare.

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