Direttiva europea case green, qual è l’attenzione dell’Italia per la transizione energetica

Saltata la scadenza per il recepimento dell’Energy performance of buildings directive, si attende di capire in che modo il nostro Paese intende raggiungere gli obiettivi previsti dal provvedimento e quali misure si valutano in tema di efficientamento
Efficienza energetica
GTRES

La scadenza per il recepimento della direttiva europea sulle case green è saltata, al contempo sono scattate le nuove regole per l’Attestato di prestazione energetica e si procede verso l’appuntamento del 31 dicembre 2026, data entro la quale sarà necessario trasmettere alla Commissione Ue il Piano nazionale di ristrutturazione definitivo. In questo contesto, sembra quasi che il tema sia stato messo da parte, ma ci sono segnali che dimostrano il contrario. 

Direttiva case green, saltato il recepimento in Italia

Ciò che è avvenuto a maggio non fa ben sperare. Si è infatti concluso un mese importante per quanto riguarda la direttiva sulle case green, entrata in vigore due anni fa. È infatti scaduto il termine entro il quale l’Italia doveva recepire la Energy performance of buildings directive (Epbd) e quindi adeguarsi alle norme stabilite dall’Unione europea volte ad avere nel 2050 un parco immobiliare a emissioni quasi zero. L’appuntamento però non è stato rispettato, proprio come non è stata rispettata la scadenza del 31 dicembre 2025 entro la quale i Paesi membri dovevano inviare a Bruxelles la prima bozza dei propri piani nazionali di ristrutturazione degli edifici, cosa che ha fatto scattare una procedura d’infrazione. 

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La revisione del Pnrr 2026 e i fondi destinati all'housing

Ma nel frattempo è successo anche qualcos’altro, che mostra come l’attenzione verso la transizione energetica non sia svanita. A portare una novità è stata la revisione tecnica del Pnrr. In vista del versamento da parte di Bruxelles della nona rata prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha parlato di una rimodulazione finanziaria che prevede un miliardo di euro destinato all’housing con l’obiettivo di rendere gli edifici meno energivori. Come? Creando uno strumento finanziario affidato a un soggetto gestore che sia in grado di sostenere interventi di riqualificazione energetica nell’ambito delle politiche abitative.

Bonus casa anche nel 2027?

C’è poi il tema degli incentivi fiscali dedicati alla casa. Su questo fronte, intervenendo a maggio in videocollegamento all’assemblea di Confedilizia, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha fatto sapere che – se ci saranno le condizioni - la prossima legge di Bilancio potrebbe contenere la proroga dei bonus edilizi al 50 e al 36 per cento. Qui è tutto ancora da vedere. Ma di certo il poter contare sulle agevolazioni per ristrutturare il proprio immobile rappresenta una spinta importante alla riqualificazione e all’efficientamento energetico.

L'Abi e il tema della transizione verde nel comparto immobiliare

A parlare poi di transizione verde nel comparto immobiliare è stata l’Abi. Nel corso della riunione dell’High Level Forum for Sustainable Building Renovation, l’Associazione bancaria italiana ha sottolineato che l’importanza della questione ambientale e della transizione verde nel comparto immobiliare rappresentano una priorità per l’Abi e per il mondo bancario-finanziario, quale leva di crescita e sviluppo sostenibile dell’Italia. In particolare, l’Associazione bancaria italiana ha spiegato che è necessario rafforzare le misure per agevolare l’accesso al credito destinato agli interventi di efficientamento energetico di abitazioni, condomìni e immobili produttivi, e assicurare maggiore semplicità operativa, certezza regolamentare e coordinamento tra i diversi strumenti di sostegno disponibili.

A che punto siamo

L’attenzione sul tema non è dunque venuta meno, ma l’Italia deve ancora definire in che modo intende raggiungere gli obiettivi previsti dalla direttiva europea sulle case green entrata in vigore nel 2024, quali edifici saranno interessati e quali incentivi verranno messi a disposizione per favorire l’efficientamento energetico.

Cosa prevede la direttiva sulle case green

Si ricorda che, secondo quanto previsto dal provvedimento:

  • per gli edifici residenziali non di nuova costruzione, i Paesi Membri dovranno adottare misure per garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035;
  • per gli edifici non residenziali, gli Stati Membri dovranno ristrutturare il 16% degli immobili con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi nazionali di prestazione energetica da rispettare per tutto il settore dell’edilizia;
  • i nuovi edifici residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2030;
  • mentre i nuovi edifici non residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2028.

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