Salire i suoi 119 scalini significa ripercorrere le stesse pietre calpestate da soldati, castellani, prigionieri, sovrani e viaggiatori: la torre dell’Elefante Cagliari è uno di quei luoghi che raccontano, da soli, l’anima della città. Dall’alto, il panorama sul Golfo degli Angeli, sui tetti del Castello e sulla città bassa regala una prospettiva unica, che permette di capire perché questa torre sia considerata ancora oggi una delle icone di Cagliari.
Dove si trova la Torre dell'Elefante di Cagliari e come arrivare
La torre dell’Elefante si trova nel cuore del quartiere medievale di Castello, il “borgo alto” di Cagliari, in una posizione dominante sia sulla città bassa che sul porto. È uno dei principali accessi al quartiere, ancora oggi utilizzato come porta d’ingresso pedonale alla città fortificata.
La torre si affaccia contemporaneamente su più vie e ogni lato dell'edificio mostra un volto diverso del monumento:
- accesso principale dalla via Santa Croce, all’ingresso del Castello.
- Affaccio su via Cammino Nuovo, da cui si percepisce l’intera altezza della torre.
- Vista e accesso anche da via Università, a pochi passi da piazze e musei.
- Percorso a piedi consigliato dal quartiere Marina e da via Roma, salendo verso il Bastione e il Castello.
- Collegamenti con mezzi pubblici (autobus urbani) fino alle zone centrali, poi breve tratto pedonale in salita.
Se ti muovi a piedi dal lungomare (via Roma o quartiere Marina), puoi raggiungere la torre dell’Elefante Cagliari risalendo verso il Bastione di Saint Remy e poi addentrandoti nel Castello. Il percorso è in salita, ma costellato di scorci e belvedere che rendono piacevole il tragitto.
Dalle fermate centrali degli autobus - zona via Roma, piazza Matteotti e piazza Yenne, che è una delle piazze più belle di Cagliari - la camminata è di circa 10–15 minuti.
La storia della Torre dell’Elefante fino ad oggi
La Torre dell’Elefante di Cagliari nasce in un momento di grande fermento politico e militare, quando la Repubblica di Pisa controllava la città e aveva bisogno di rafforzarne le difese. Il Castello, allora chiamato Castel di Castro, era il cuore fortificato del potere pisano in Sardegna.
La costruzione della torre dell’Elefante è documentata con una precisione rara per gli edifici medievali. Un’iscrizione latina alla base ricorda infatti che l’opera fu edificata “sub annis 1307, quarta indizione”, cioè nel periodo compreso tra il 25 marzo 1306 e il 24 marzo 1307.
Dopo la conquista aragonese (1326–1328) il lato aperto verso via Santa Croce fu murato per ricavare magazzini e alloggi. Dal Settecento la torre fu utilizzata come armeria, a servizio delle difese cittadine. Più tardi, dal 1847 divenne sede succursale carceraria, e i piani sovrapposti furono sfruttati per ricavarne celle e ambienti di custodia. A partire dal 1906 l’architetto Dionigi Scano avviò restauri che rimossero le chiusure più tarde e ripristinarono l’aspetto medievale del lato aperto.
Perché si chiama Torre dell'Elefante?
Il curioso nome della Torre ha stuzzicato per secoli la fantasia degli storici e dei visitatori. Anche se l’origine non è chiarita in modo definitivo, esistono alcune ipotesi oggi generalmente accettate.
- Prenderebbe il nome dal collegamento con l’antica strada Ruga Leofantis (oggi via Stretta), citata nelle fonti medievali e vicina alla torre.
- Una lettura popolare del nome ne vede la derivazione dalla piccola scultura dell’elefante collocata su una mensola, visibile dall’esterno.
La presenza dell’elefante come simbolo non è casuale: nell’iconografia medievale questo animale richiama forza, memoria, potere e stabilità. Non è escluso che l’elefantino, oltre a un possibile richiamo alla toponomastica medievale, fosse pensato come segno di protezione e di prestigio per il Castel di Castro pisano.
L' architettura della Torre dell’Elefante: altezza e difese
La torre presenta una caratteristica pianta a L, soluzione funzionale per inserirsi nel tracciato delle mura e controllare più direzioni di accesso. Al suo interno si sviluppano quattro piani sovrapposti, realizzati con la tipica tecnica pisana basata su solai e soppalchi in legno.
Le dimensioni della torre dell’Elefante a Cagliari si percepiscono in modo diverso a seconda del punto da cui la si osserva. Dal lato del Castello appare integrata nel tessuto urbano medievale; dal lato opposto, su via Cammino Nuovo, emerge invece tutta la sua imponenza.
- La Torre è alta circa 30 metri di altezza fino ai piani principali, misurati dal livello del Castello.
- Circa 35 metri considerando anche il torrino sommitale.
- Fino a 42 metri se misurata dal lato di via Cammino Nuovo, dove il dislivello naturale del terreno è maggiore.
Inoltre, il sistema di chiusura e controllo verticale era particolarmente sofisticato per l’epoca.
- 3 robusti portoni a doppia imposta difendevano l’ingresso, rallentando eventuali sfondamenti.
- 2 saracinesche metalliche calavano dall’alto per sigillare rapidamente il passaggio in caso di attacco.
- 17 feritoie concentrate sui lati sud, sud-ovest e sud-est permettevano di controllare la città bassa, il porto e il mare.
- Un coronamento ligneo sporgente, sostenuto da trentacinque mensole in pietra, consentiva la difesa dall’alto (lancio di pietre, liquidi bollenti, ecc.).
Visita alla Torre dell’Elefante: scalini e panorama
Oggi quella che fu una torre difensiva è interamente dedicata alla fruizione culturale e turistica. La salita ai piani superiori permette di affacciarsi sulla terrazza, uno dei punti panoramici di Cagliari, così come di osservare da vicino la struttura interna. La salita è relativamente breve, ma va affrontata con calma, soprattutto nelle giornate calde.
- La terrazza si raggiunge salendo 119 scalini distribuiti in quattro rampe principali.
- Le scale sono interne e strette, con gradini alti e alcuni tratti su strutture lignee e passerelle.
- L’accesso non è adatto a persone con mobilità ridotta, passeggini o chi soffre di forte vertigine.
- Lungo il percorso ci sono diversi pianerottoli e ambienti intermedi che permettono di fermarsi, riprendere fiato e guardare da vicino pareti, archi e aperture difensive.
Cosa si vede dalla terrazza della torre
Da qui si può abbracciare con un colpo d’occhio la Cagliari storica e moderna, il porto, il mare e le colline circostanti, cogliendo l’impianto urbanistico della città e il ruolo strategico del Castello.
- La vista è ampia sul quartiere Marina, sul porto e sul Golfo degli Angeli.
- Si possono vedere bene i tetti del Castello, della Cattedrale di Santa Maria e del Bastione di Saint Remy.
- C'è una prospettiva privilegiata sulle mura pisane e sulla vicina Torre di San Pancrazio.
Orari, biglietti e aperture straordinarie
Orari e tariffe di accesso alla Torre possono cambiare in base alla stagione, ai lavori in corso e alle iniziative culturali del Comune. Secondo il sito ufficiale del Comune di Cagliari:
- L'ingresso ha un costo di 3 euro.
- L'orario estivo è valido dal 28 aprile al 30 settembre: dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.
- L'orario invernale è valido dal 1 ottobre al 27 aprile: dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 17:00.
- Visite guidate e aperture straordinarie durante eventi come Monumenti Aperti e altre manifestazioni culturali come quelle patrocinate dal FAI Fondo Ambiente Italiano.
Il sistema difensivo di Cagliari: la Torre di San Pancrazio
La Torre dell’Elefante fa parte di un complesso sistema difensivo che, al tempo della dominazione pisana e poi aragonese, circondava l’intero quartiere di Castello. È utile, quindi, considerarla in relazione alle altre torri da vedere a Cagliari e alle mura che ancora oggi disegnano il profilo della città alta.
Spesso, chi visita la Torre dell'Elefante abbina la salita alla Torre di San Pancrazio, poco distante. Le due strutture sono quasi “sorelle” per epoca, autore e funzione, e rappresentano i capisaldi del sistema difensivo pisano del Castello.
- Entrambe sono attribuite a Giovanni Capula, massimo interprete dell’architettura militare pisana in Sardegna.
- Hanno funzioni complementari di controllo degli accessi: la torre dell’Elefante guarda verso il porto e la città bassa, San Pancrazio verso l’interno.
- Il percorso turistico consigliato collega le due torri seguendo il tracciato delle mura e dei bastioni.
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