Nel cuore del rione Sant’Angelo, tra i vicoli che collegano il Ghetto ebraico a Campo de’ Fiori, si nasconde una delle fontane più raffinate di Roma: la Fontana delle Tartarughe. Non ha le dimensioni monumentali delle grandi fontane barocche, eppure la sua eleganza discreta, la ricchezza dei materiali e l’originalità della composizione la rendono una tappa imprescindibile per chi vuole conoscere davvero il centro storico, andando oltre gli itinerari più scontati.
Fontana delle Tartarughe: dove si trova e come arrivare
La Fontana delle Tartarughe di Roma si trova al centro di piazza Mattei, una piccola ma scenografica piazza nel rione XI Sant’Angelo, a pochissimi metri dall’Antico Quartiere Ebraico. Questo è uno dei punti più suggestivi del centro storico: il classico tessuto urbano rinascimentale e barocco convive con le memorie dell’antica Roma, tra il Teatro di Marcello, il Portico di Ottavia e l’Isola Tiberina.
La piazza è pedonale, raccolta e interamente circondata dai palazzi storici della famiglia Mattei, che per secoli hanno dominato la vita politica e sociale di questa zona. L'area è un frammento ben conservato della Roma cinquecentesca a distanza di pochi minuti a piedi dalle tappe più celebri come Campo de’ Fiori e Piazza Navona, entrambi da vedere nel Rione Parione.
Come raggiungere la Fontana delle Tartarughe a Roma
Raggiungere la Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei è semplice da qualsiasi parte del centro storico. Non esistono fermate della metropolitana in prossimità immediata, ma l’area è collegata da autobus e tram, oltre a essere comodamente percorribile a piedi.
- A piedi: è il modo migliore per arrivare alla fontana. Da Campo de’ Fiori bastano circa 5–7 minuti, attraversando via dei Giubbonari e dirigendoti verso il Ghetto ebraico. Dal Teatro di Marcello o dal Campidoglio si impiegano meno di 10 minuti, scendendo verso il Portico d’Ottavia e inoltrandosi tra i vicoli.
- Con i mezzi pubblici: numerose linee di autobus fermano lungo via Arenula, sul Lungotevere de’ Cenci o in prossimità del Portico d’Ottavia. Le linee che percorrono il Lungotevere e collegano Trastevere con il centro storico (per esempio i bus che passano su via Arenula o lungo il Tevere) si fermano a pochi minuti a piedi da piazza Mattei.
- In auto: la zona rientra nella ZTL Centro Storico di Roma, soggetta a limitazioni di accesso negli orari diurni e serali; inoltre, non ci sono parcheggi immediatamente adiacenti. Se alloggi in centro, è molto più pratico muoversi a piedi o con i mezzi pubblici.
Qual è la leggenda della Fontana delle Tartarughe?
La leggenda della Fontana delle Tartarughe racconta che il duca Mattei, famoso giocatore d’azzardo che aveva perso tutti i suoi averi, fu rifiutato dal futuro suocero come genero. Per dimostrargli il suo valore, fece costruire in una sola notte la splendida fontana davanti al palazzo di famiglia.
Il giorno dopo invitò il suocero e la promessa sposa ad affacciarsi per ammirarla, pronunciando una frase destinata a diventare proverbiale: “Ecco cosa può fare in una sola notte uno squattrinato Mattei!”. Colpito, il padre della sposa acconsentì alle nozze. Per celebrare quell’episodio e impedire a chiunque altro di ripetere la vista speciale, il duca fece murare la finestra da cui si affacciarono.
Gli autori della Fontana delle Tartarughe: Giacomo della Porta e Taddeo Landini
La paternità della Fontana delle Tartarughe coinvolge due importanti protagonisti dell’arte romana tra Cinque e Seicento. Da un lato, l’architetto Giacomo della Porta, allievo di Michelangelo, è generalmente indicato come autore del progetto architettonico: a lui si attribuisce la concezione complessiva della struttura, con la vasca quadrata, il basamento centrale e il catino superiore.
Dall’altro lato, le sculture in bronzo – i celebri efebi e i delfini – sono tradizionalmente riferite al fiorentino Taddeo Landini, scultore aggiornato sulle tendenze più raffinate del manierismo.
La struttura della vasca e i giochi d’acqua
La composizione della Fontana delle Tartarughe è compatta ma articolata su più livelli, per creare un gioco di zampilli, cascate e specchi d’acqua che si richiamano tra loro.
- Alla base trovi una vasca quadrata dai lati concavi, con gli spigoli arrotondati, realizzata in travertino e decorata con marmi policromi.
- Dal centro della vasca si innalza un basamento, sul quale sono disposte quattro ampie vasche a forma di conchiglia, in marmo portasanta.
- Al di sopra delle conchiglie, una sorta di anfora centrale sostiene un catino rotondo in marmo bigio africano (talvolta identificato anche come marmo pavonazzetto).
Il vero fulcro espressivo della Fontana delle Tartarughe sono i quattro efebi in bronzo, giovani nudi idealizzati, dalle proporzioni armoniose e dalle pose speculari ma mai rigide. Ciascun efebo sembra cavalcare un delfino, appoggiando un piede sul dorso dell’animale marino.
Le tartarughe: un'aggiunta seicentesca
Le piccole tartarughe in bronzo, che oggi danno un’identità immediatamente riconoscibile alla Fontana delle Tartarughe, sono in realtà frutto di un intervento successivo rispetto al nucleo originario della fontana. Quando nel 1658–1659, durante i restauri ordinati da Alessandro VII, il catino superiore fu rialzato per migliorare il funzionamento idraulico e l’effetto scenografico, qualcosa nel delicato equilibrio originario si incrinò.
Le mani sollevate degli efebi risultarono improvvisamente troppo distanti dal bordo del catino, creando una sensazione di “vuoto” compositivo che spezzava il dialogo tra figure e architettura. Fu in questo contesto che si decise di aggiungere le quattro tartarughe in bronzo, collocate proprio sul bordo del catino rotondo.
Curiosità: la Fontana delle Tartarughe a San Francisco
La notorietà internazionale della Fontana delle Tartarughe ha superato da tempo i confini di piazza Mattei e della stessa Roma. Un segno tangibile di questo successo è la presenza di una copia in scala 1:1 della fontana nello Huntington Park di San Francisco, negli Stati Uniti.
Questa replica fu realizzata a Roma agli inizi del Novecento e acquistata dai coniugi William ed Ethel Crocker per ornare la loro residenza privata in California. Nel 1954, la fontana fu donata alla città di San Francisco e collocata in uno spazio pubblico, diventando a sua volta un elemento caratteristico del parco urbano.
Vivere a Roma Centro
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