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Crediti d’imposta 2016, ecco quelli da inserire nel 730

Autore: Redazione

E’ tempo di dichiarazione dei redditi. Vediamo quali sono e come si calcolano i crediti d’imposta da inserire nel 730. Dal bonus di 80 euro all’Art bonus.

Bonus Irpef

Il bonus da 80 euro mensili è un credito d’imposta riconosciuto ai soggetti con redditi da lavoro dipendente ed assimilati, il cui reddito complessivo non supera i 26.000 euro.

Il reddito complessivo non comprende i redditi derivanti dall’abitazione principale e dalle relative pertinenze, ma comprende gli eventuali canoni di locazione derivanti da immobili soggetti alla cedolare secca.

Sono considerati assimilati ai redditi di lavoro dipendente:

– i redditi derivanti da cassaintegrazione, mobilità e disoccupazione;

– i redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.);

– i compensi corrisposti a soci di cooperative;

– le borse di studio;

– i compensi corrisposti da terzi;

– i capitali e le rendite periodiche corrisposte dai fondi pensione;

– i compensi a soggetti impegnati in lavori socialmente utili (L.S.U.);

– le remunerazioni dei sacerdoti.

Il bonus spetta in misura intera, pari a 960 euro, se il lavoratore ha un reddito superiore a 8.000 euro annui e inferiore a 24.000 euro e possiede 365 giorni lavorativi o assimilati.

Se il reddito è tra 24.000 e 26.000 euro, il credito spettante si calcola con la seguente formula: 960 × (26.000 – reddito complessivo): 2.000.

Se i giorni di lavoro sono inferiori a 365, il bonus deve essere rapportato alle giornate effettive di spettanza.

Il bonus è normalmente riconosciuto dal sostituto d’imposta, che riporta nella certificazione unica (Cu 2016) l’importo erogato al lavoratore. Se, in sede di dichiarazione dei redditi (730 o modello Unico), è rilevato che il credito spettante sia maggiore, o minore, il bonus viene conguagliato.

Bonus bebè

Il bonus bebè è quel beneficio riconosciuto per ogni figlio nato, adottato o in affido tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Non è un credito d’imposta, ma un assegno riconosciuto dall’Inps ai genitori che possiedono i seguenti requisiti:

– cittadinanza italiana, europea o di uno Stato extraeuropeo (in quest’ultimo caso l’interessato deve possedere un permesso di soggiorno di lungo periodo);

– residenza in Italia;

– convivenza con il figlio;

– Isee del nucleo familiare non superiore a 25.000 euro annui; il tetto massimo non deve essere superato per tutta la durata dell’assegno.

Per ogni famiglia è riconosciuto solo un bonus bebè pari a:

– 80 euro mensili, per le famiglie con Isee da 7.000 a 25.000 euro;

– 160 euro mensili, per le famiglie con Isee sino a 7.000.

Bonus per arbitrato o negoziazione

Il bonus per arbitrato o negoziazione è un credito d’imposta riconosciuto alle parti che hanno effettuato, nel 2015, una negoziazione assistita conclusa con successo o un arbitrato concluso con lodo.

Il credito è commisurato al compenso riconosciuto all’avvocato, sino a 250 euro, ed è comunicato alle parti dal Ministero della Giustizia entro il 30 aprile 2016. Le parti, per ottenere il  bonus, devono però aver fatto domanda al Ministero entro l’11 febbraio 2016.

Il credito può essere utilizzato non solo in sede di dichiarazione dei redditi, per diminuire l’imposta, ma anche in compensazione di debiti da saldare mediante il modello F24 (in quest’ultimo caso il contribuente deve essere titolare di reddito d’impresa o di lavoro autonomo).

Per chi indica il credito nella dichiarazione dei redditi, il rigo da compilare è:

– G11, per chi utilizza il modello 730;

– CR16, per chi utilizza il modello Unico.

Bonus mediazione

Un credito d’imposta viene riconosciuto anche per la mediazione, procedura alternativa al processo civile svolta da un terzo imparziale per la risoluzione di una controversia civile o commerciale.

Il credito riconosciuto in caso di successo della mediazione è commisurato al compenso corrisposto ai conciliatori, fino a concorrenza di  500 euro; in caso di insuccesso il credito è dimezzato.

Il bonus è riconosciuto dal Ministero della Giustizia entro il 30 maggio di ciascun anno: può essere fruito in sede di dichiarazione dei redditi o compensato tramite modello F24 per i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo e d’impresa.

Art bonus

L’art bonus è il credito d’imposta a cui il contribuente ha diritto per le donazioni in denaro effettuate a favore di determinate attività culturali, artistiche e di spettacolo a scopo di:

– manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;

– interventi di sostegno di istituti e luoghi di cultura pubblici, fondazioni lirico-sinfoniche e teatri di tradizione;

– realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti a favore di enti pubblici che operano nello spettacolo.

Il bonus è pari al 65% della liberalità con le seguenti condizioni:

– tetto massimo pari al 15% del reddito imponibile del soggetto erogante;

– bonus fruibile in più quote: la prima tranche del credito deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui è stata effettuata la donazione (rigo G9 del modello 730/2016 o rigo CR14 del modello Unico 2016);

– se la quota annuale supera le imposte dovute, l’eccedenza non è persa, ma può essere riportata nei periodi d’imposta successivi senza limiti di tempo.

Per le erogazioni in denaro a favore di attività diverse da quelle sopra indicate, come l’acquisto di beni culturali, è prevista una detrazione del 19%.

School bonus

Lo school bonus è un credito d’imposta previsto per le liberalità effettuate a favore degli istituti di ogni ordine e grado, pubblici e privati paritari. L’erogazione in denaro deve essere finalizzata alle seguenti attività:

– realizzazione di nuove strutture scolastiche;

– ristrutturazione, miglioramento e manutenzione delle strutture scolastiche già esistenti;

– interventi di potenziamento dell’offerta formativa e di miglioramento dell’occupabilità degli studenti.

Il credito d’imposta viene calcolato su un ammontare non superiore a 100.000 euro per ciascun anno d’imposta ed è pari al:

– 65% della liberalità, se effettuata  negli anni 2016 o 2017;

– 50% della liberalità, se effettuata nel 2018.

Lo school bonus può essere fruito in alternativa alla detrazione del 19% prevista per le erogazioni in denaro a favore delle scuole e delle università.

Bonus sicurezza

Il contribuente che installa sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme nella propria abitazione, o che stipula contratti con istituti di vigilanza per prevenire attività criminali, ha diritto a un credito d’imposta, previsto dalla legge di Stabilità 2016.

Bonus mobili, bonus ristrutturazione ed ecobonus

I bonus per interventi di ristrutturazione, per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici e per il miglioramento dell’efficienza energetica sono delle detrazioni, non dei crediti d’imposta. Le detrazioni sono pari al:

– 50% dei costi, fino a un tetto massimo di 96.000 euro, da ripartire in 10 quote annuali, per gli interventi di ristrutturazione;

– 65% dei costi per il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;

– 50% dei costi sostenuti per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, fino a un tetto massimo di 10.000 euro, se acquistati in occasione di un intervento di ristrutturazione, o di 16.000 euro, se la spesa è sostenuta in occasione dell’acquisto della prima casa per le giovani coppie.