Guida all’eredità con beneficio di inventario: tutela dai debiti, procedura, tempi, costi e obblighi per l’erede.
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Accettare un’eredità non è sempre una scelta facile, soprattutto quando non si conosce con certezza la situazione patrimoniale del defunto. L’accettazione dell’eredità può essere pura e semplice, quando avviene senza riserve, comportando l’acquisizione dei beni e dei debiti. L’alternativa è l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: una forma particolare che mantiene distinti il patrimonio dell’erede e quello del defunto, facendo sì che l’erede risponda dei debiti ereditari solo entro il valore dei beni ricevuti. 

Una soluzione consigliabile per evitare di caricarsi di passività superiori all’attivo ereditato e, a volte, è obbligatoria, per i minori, gli interdetti, gli inabilitati o per gli enti.

Cosa significa accettare eredità con beneficio di inventario?

Chi è alle prese con un patrimonio da ereditare, ha la possibilità di scegliere tra accettazione espressa e accettazione tacita dell’eredità. Parlando di quest’ultima non si può non menzionare una terza alternativa, ossia l’accettazione dell’eredità con il beneficio dell’inventario, che significa diventare eredi senza rispondere dei debiti del defunto con il proprio patrimonio personale

Per spiegare cosa vuol dire eredità con beneficio di inventario si deve fare riferimento all’articolo 490 del Codice Civile, nel quale si legge: “l'effetto del beneficio d'inventario consiste nel tenere distinto il patrimonio del defunto da quello dell'erede”. Un‘alternativa può essere quella di valutare la rinuncia, ma su questo tema è utile chiarire se sia possibile rinunciare solo a una quota dell’eredità.

Per comprendere ancora meglio il significato di eredità con beneficio di inventario, possiamo evidenziare che l’erede mantiene separati il proprio patrimonio e quello ereditato, limitando la responsabilità per eventuali passività solo ai beni ricevuti in successione e ciò è particolarmente utile quando non si conosce con certezza la situazione economica del defunto. 

A differenza dell’accettazione pura e semplice, che comporta la responsabilità illimitata dell’erede, il beneficio dell’inventario tutela chi eredita da spiacevoli sorprese, consentendo una valutazione precisa dell’attivo e del passivo ereditario prima di assumere impegni definitivi.

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Come funziona l'eredità con beneficio di inventario?

Dalle indicazioni contenute nell’articolo 484 del Codice Civile, si può agevolmente capire qual è la procedura per l’eredità con beneficio di inventario, che deve rispettare tempistiche e modalità ben precise. L’erede, che deve sapere a chi rivolgersi per una successione, deve dichiarare di voler accettare l’eredità con beneficio di inventario davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione.

Dopo essere stata depositata, la dichiarazione viene poi inserita nel registro delle successioni, ed entro un mese bisogna provvedere alla trascrizione presso l’ufficio dei registri immobiliari del luogo di apertura della successione. In seguito, è necessario redigere un inventario dettagliato dei beni e dei debiti che compongono l’asse ereditario, ma questo può essere fatto anche prima della dichiarazione. In entrambi i casi si deve annotare nel registro la data in cui è stato compiuto.

L’inventario include immobili, conti correnti, titoli, beni mobili, ma anche passività come mutui, finanziamenti e debiti fiscali. Nell’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, il termine per quest’ultimo è entro tre mesi dall’apertura della successione se l’erede è già in possesso dei beni. Quando non si è in possesso dei beni, l’accettazione con beneficio di inventario è possibile entro 10 anni. 

Quando conviene l’eredità con beneficio di inventario

Accettare l’eredità con beneficio di inventario conviene in tutte le situazioni in cui non vi è certezza sulla situazione debitoria del defunto. Si tratta di una scelta prudente che permette di tenere distinto il patrimonio dell’erede da quello della persona scomparsa ed è spesso consigliata nei seguenti casi:

  • presenza di attività imprenditoriali o professionali del defunto;
  • possibile esistenza di debiti fiscali o contributivi;
  • patrimoni complessi o difficili da ricostruire;
  • successioni con più eredi e potenziali conflitti;
  • eredità che includono immobili gravati da mutui.

Grazie all’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, si può godere di diversi vantaggi, oltre alla separazione dei patrimoni dell’erede e del defunto. Ecco i principali: 

  • limitazione della responsabilità per i debiti: l’erede risponde dei debiti ereditari solo entro il valore dei beni ricevuti, senza coinvolgere il proprio patrimonio personale;
  • tutela da debiti nascosti: si ha la possibilità di proteggersi da passività sconosciute che potrebbero emergere dopo l’accettazione dell’eredità;
  • maggiore trasparenza: la redazione dell’inventario permette di conoscere con precisione beni, crediti e debiti dell’eredità prima di assumere decisioni definitive.

Ci sono poi dei casi in cui l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario è obbligatoria e in particolare quando si parla di minori e minori emancipati, interdetti, inabilitati, persone giuridiche, associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti, mentre l’obbligo non sussiste per le società. 

Rischi dell’accettazione con beneficio di inventario

L’accettazione con beneficio di inventario presenta dei vantaggi, ma è bene sapere che ci sono anche dei rischi da conoscere, per quanto piuttosto limitati. Il principale riguarda il mancato rispetto delle formalità previste dalla legge: se l’erede non redige l’inventario nei termini stabiliti o compie atti che comportano la confusione dei patrimoni, ad esempio vendere beni ereditari senza autorizzazione, può decadere dal beneficio e diventare responsabile dei debiti ereditari in modo illimitato. 

Un altro rischio riguarda la gestione dell’eredità: l’erede beneficiato ha obblighi più stringenti rispetto a chi accetta puramente e semplicemente e oltre a dover rendicontare le operazioni, non può disporre liberamente dei beni.

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Quanto costa l'eredità con beneficio di inventario?

Per prendere una decisione consapevole e informata, è importante analizzare un altro aspetto non meno interessante, quello relativo ai costi dell’eredità con beneficio di inventario. La spesa da sostenere può variare in base alla complessità del patrimonio e al professionista a cui ci si rivolge. 

Quando l’accettazione viene effettuata da un notaio, il costo contempla anche l’onorario di quest’ultimo, mentre quando avviene presso il Tribunale, i costi notarili si riducono, ma restano i diritti di cancelleria, le marche da bollo e l’eventuale assistenza di un professionista, nel caso un cui ci si rivolge ad esempio a un avvocato:

  • contributo unificato: 98 euro (esenzione per i minori);
  • redazione inventario: marca da bollo da 27 euro;
  • marche da bollo: due da 16 euro, una per il verbale di accettazione e una per il ritiro della copia per la trascrizione;
  • imposta di registro: 294 euro, per la trascrizione dell’atto all’Ufficio del Territorio.

Eredità con beneficio di inventario: i casi di decadenza

I vantaggi previsti dall’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario possono essere persi in specifici casi di decadenza previsti dalla legge. In caso di decadenza, l’erede è considerato erede puro e semplice, rispondendo dei debiti ereditari anche con il proprio patrimonio personale. Ecco quando accade: 

  • mancata redazione dell’inventario entro i termini previsti;
  • omissioni o infedeltà nell’inventario;
  • assenza di dichiarazione espressa di voler accettare con beneficio di inventario:
  • alienazione di beni ereditari senza autorizzazione.
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