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Il piano di espansione di Warren Buffett nel real estate italiano

Cesare Maggi
Autore: floriana liuni

Maggi Properties, eminente realtà immobiliare italiana, ha aderito alla rete di intermediazione internazionale Berkshire Hathaway HomeServices diventando il braccio immobiliare di Warren Buffett in Italia. idealista/news ha intervistato il Ceo Cesare Maggi.

Cosa significa questa operazione per l’italia?

Maggi Properties è una struttura che opera da oltre 35 anni sul territorio italiano, - risponde Cesare Maggi. - Siamo una realtà “locale” e abbiamo maturato expertise in tutti i settori, residenziale, commerciale, corporate. Quando siamo stati selezionati da Berkshire Hathaway HomeServices abbiamo visto l’occasione di diventare, da locali, globali. Abbiamo visto la possibilità di poter attrarre investimenti da tutto il mondo verso l’Italia, avendo a disposizione l’esperienza di un gruppo di livello mondiale e una piattaforma che può dare accesso al mercato globale”.

Che cosa ha spinto Berkshire Hathaway HomeServices a selezionare Maggi Properties?

“Facendo una battuta – scherza Maggi, - ma riportando una cosa vera, lo stesso Ceo Chris Stuart ha risposto a questa domanda dicendo: scegliamo Milano perché c’è Cesare Maggi, ma se Maggi fosse stato altrove ci saremmo orientati altrove. Fuor di battuta, però, Berkshire Hathaway HomeServices era alla ricerca di una società che rispettasse i suoi stessi standard di trasparenza, qualità, modalità di lavoro, nel rispetto del loro format che prevede un certo tipo di cura del cliente. E in Maggi Properties l’hanno trovata. Da decenni  Maggi Properties lavora con banche, fondi, soggetti pubblici, - aggiunge Maggi, - e fa della trasparenza la sua bandiera da sempre. Per una questione di rispetto e di precisione, la qual cosa ci risparmia tempo e difficoltà nell’affrontare situazioni anche complicate. Questo modo di procedere è affine a quello di un gruppo che fattura milioni di dollari come Berkshire Hathaway HomeServices”.

E che cosa ha spinto Buffett a selezionare l’Italia e Milano in particolare?

“Berkshire Hathaway HomeServices ha scelto l’Italia come terzo Paese di presenza europea perché hanno valutato un potenziale di crescita, - afferma il Ceo di Maggi Properties. – Buffett è abituato a investire in realtà che presentano margini di crescita interessanti a livelli attuali di prezzo convenienti, e l’Italia si presenta proprio così. Quanto alla città di Milano, - precisa Maggi, -  è stata considerata pari a Londra e Parigi, città nelle quali il ciclo economico non dura più di 4/5 anni, ma con in più un potenziale di crescita continua e costante, senza bolle o scossoni, con un orizzonte temporale di trent’anni. Proprio le caratteristiche tipiche delle realtà nelle quali solitamente investe Warren Buffett”.

Come cambierà Maggi Properties con l’ingresso in Berkshire Hathaway HomeServices

“Tutti i nostri progetti, non solo a Milano, - spiega Maggi, - sono da sempre collocati in aree che consentono metodologie di progettazione interessanti per lo sviluppo dei servizi della casa, intesa non solo come mattone ma anche come tutto ciò che vi ruota intorno in termini di gestione e di assistenza al cliente, cosa che nei paesi esteri è fondamentale. L’approccio nuovo legato alla Berkshire Hathaway HomeServices sarà quello di imparare dalle sinergie con una società presente con 35 holding in zone che hanno un mercato in pieno sviluppo, apprendendo buone pratiche da applicare localmente, e avendo accesso contemporaneamente ad una piattaforma globale, con la concreta possibilità di attrarre investitori da tutto il mondo in Italia”.

Qual è il modus operandi di Maggi Properties?

“Il mercato immobiliare negli ultimi anni è cambiato, - risponde Maggi, - quindi prima di iniziare un progetto ex novo riteniamo importante un’attenta analisi preliminare della fattibilità e delle potenzialità del progetto stesso. Il nostro ruolo di advisor ci porta spesso a prescindere da quello che desiderano i clienti, - spesso fondi, privati o banche con portafogli immobiliari da valorizzare - cioè monetizzare al massimo, basandoci invece sulle reali possibilità legate al progetto, che va valorizzato per quello che può dare rispetto alle esigenze del mercato”.

Quando un progetto ha realmente valore?

“Bisogna costruire quello che il mercato vuole e può assorbire, - risponde il Ceo, - considerando ciò che il mercato può effettivamente rendere. Intervenendo anche con attività di miglioramento di un progetto per estrarre maggior valore. Maggi Properties segue le fasi della progettazione, della vendita e della gestione di un progetto. E’ importante avere le idee chiare dal punto di vista del piano, della due diligence, della consulenza legale amministrativa e fiscale, perché un immobile vale se tutte queste cose sono a posto. Se sorgono problemi in seguito, anche dal punto di vista del progetto o legale, il valore si perde. Il mercato è diventato esigente, ecco perché le attività preliminari di analisi sono importanti. Anche in zone meno favorite dal mercato rispetto a Milano, se un progetto è corredato dai corretti servizi, può trovare il suo investitore al giusto prezzo”.

Quali caratteristiche deve avere la proprietà per attrarre un investitore?

“Le infrastrutture dell’area sono al primo posto, - risponde Cesare Maggi. – Nel settore residenziale o turistico, il modello oggi, a parità di bellezza della struttura, richiede una location di alto livello e servizi all’immobile sempre più importanti, come la sicurezza. Inoltre è importante la cura degli alloggi, la qualità dei materiali: evitare di andare al risparmio nella costruzione per evitare problemi in futuro. Soprattutto nella fascia alta del mercato il cliente deve accorgersi della qualità e della progettualità nell’uso dei materiali, che deve essere solida. Infine, ma non meno importanti, i servizi che devono essere optional: il cliente deve avere la possibilità di poter scegliere il servizio che desidera nella misura in cui lo desidera”.

Quali progetti futuri prevede Maggi Properties?

“Noi ci siamo sempre definiti una boutique – risponde Cesare Maggi, - e vorremmo restare tali anche in futuro. Abbiamo un approccio sartoriale verso i nostri clienti: a seconda del business che vogliono realizzare, ci proponiamo di costruire un percorso in cui accompagnarli con la nostra expertise dall’inizio alla fine del progetto. Questo tipo di attività, perché abbia risultati ai massimi livelli, possiamo realizzarla su non più di sette otto aree, con un orizzonte di cinque o sei anni. Comunque ci guardiamo sempre intorno per nuove idee di sviluppo, ma senza fretta: vogliamo fare le cose con calma e fatte bene”.