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Regno Unito, il mercato immobiliare ristagna con un crollo delle vendite

Il mercato immobiliare del Regno Unito colpito dalla Brexit
La Brexit colpisce il mercato immobiliare del Regno Unito / Gtres
Autore: Redazione

A marzo il prezzo delle case nel Regno Unito è cresciuto solo dello 0,1% su base annua, mentre le compravendite sono diminuite di oltre il 15% a causa dell’incertezza della Brexit. A renderlo noto i dati di LSL Acadata. In alcune zone di Londra, dove la media è in calo dell’1,1%, i prezzi sono stati scesi di quasi il 30%.

Il mercato immobiliare nel Regno Unito sta vivendo momenti di difficoltà e incertezza, come il resto dei settori economici del Paese, principalmente a causa dell’instabilità causata dalla negoziazione della Brexit.

I prezzi delle case nel Regno Unito sono rimasti stabili a marzo. Il calo di Londra e del sud dell’Inghilterra è stato compensato dagli aumenti di altri luoghi. A marzo, il prezzo medio è aumentato solo dello 0,1% su base annua, secondo i dati dell’analisi di LSL Acadata. Nel frattempo, le transazioni sono diminuite del 15% a causa della Brexit, ma corrette dalla stagionalità che segna l’inizio del periodo di shopping primaverile.

Anche i dati dell'Ufficio nazionale di statistica non hanno mostrato dati incoraggianti. A livello nazionale, il prezzo è aumentato solo dello 0,6% su base annua a febbraio, con i cali maggiori nella capitale dal 2009.

Kensington e Chelsea sono stati i quartieri dove sono stati registrati i cali maggiori, con riduzioni di quasi un 30% interannuale pur partendo da prezzi molto elevati. Anche altre zone più costose della capitale, come Westminster, Camden, Hammersmith e Fulham hanno registrato cali a due cifre. Nel frattempo, la città di Londra ha rotto la tendenza con un aumento del 12% rispetto al 2018.

“L’ampio calo delle transazioni tra gennaio e febbraio ha portato a fluttuazioni dei prezzi più volatili. In media, i prezzi a Londra sono diminuiti dell’1,1% su base annua, sebbene con ragioni di ottimismo, poiché nei prossimi mesi è atteso un rimbalzo dell’1,2%”, si legge nel rapporto di Acadata.