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Diritto di abitazione e Imu, tutto ciò che c'è da sapere

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Autore: Redazione

Mentre si avvicina il pagamento per la prima rata dell'Imu, uno dei casi più controversi riguarda il pagamento dell'Imu nel caso in cui non si sia proprietari dell'immobile, ma solo beneficiari di un diritto di abitazione. Vediamo quindi il rapporto che intercorre tra diritto di abitazione e Imu.

Diritto di abitazione e Imu, chi paga?

Secondo la normativa sull'Imu 2019 a pagare sono tutti i proprietari di immobili ubicati sul territorio italiano e tutti coloro che risultano titolari di diritti reali di godimento su beni immobili, come ad esempio, l'usufruttuario, il titolare del diritto d'uso e del diritto di abitazione. 

Il titolare di diritto di abitazione pagherà l'Imu anche nel caso si tratti di una prima casa, sempre e quando si tratta di abitazioni che rientrano nella categoria catastale A1, A8 e A9. Il titolare di diritto di abitazione dovrà pagare l'Imu anche sulle pertinenze della prima casa.

Il diritto di abitazione ha per oggetto un immobile ad uso abitativo è concede il diritto di abitarlo, esclusivamente per le esigenze del beneficiario e della sua famiglia. Ma cosa succede in caso di morte di un coniuge o nel caso ci siano eredi?

Il coniuge supersiste paga l'Imu sul diritto di abitazione?

In caso di morte del titolare di un diritto di abitazione, al coniuge supersiste sono risercati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se sono di proprietà del defunto o acquistati in comune (come prevede l'articolo 540 del codice civile). 

Come confermato dalla circolare del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 18/05/2012 tra i soggetti passivi dell'imposta rientrano anche i titolari del diritto di abitazione. Per questa ragione il coniuge superstite, in quanto titolare del diritto di abitazione, è soggetto passivo di Imu. Se si tratta però di abitazione principale, il coniuge supersiste che vi risiede e vi dimora non deve pagare l'Imu.

Gli eredi pagano l'Imu?

Cosa succede invece nel caso in cui l'abitazione sia stata suddivisa tra più eredi, ad esempio 1/3 alla moglie e i restanti due terzi agli altri due figli? In questo caso, titolare del diritto di abitazione sarà solo la moglie, in quanto coniuge superstiste, mentre i figli figurano come nudi proprietari e quindi non devono corrispondere l'imposta.

Diritto di abitazione e Imu: il reddito ai fini Irpef

Anche ai fini Irpef, il reddito dell’immobile deve essere denunciato dal titolare del diritto di abitazione. I redditi fondiari concorrono, infatti, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, tra cui rientra anche il diritto di abitazione. 

Imu e Tasi, stessa formula per il diritto di abitazione?

Quanto detto finora sul diritto di abitazione e l'Imu, vale anche per l'altra imposta, ovvero la Tasi. I titolari di un diritto di abitazione sono soggetti passivi di imposta sia per l'Imu che per la Tasi.