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Superbonus 110%, il nuovo sito che spiega come funziona e che raccoglie tutti i testi ufficiali

Il presidente del CNGeGL: “Con questa misura fiscale lo Stato ha avviato una delle più grandi opere pubbliche italiane”

CNGeGL
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Importanti novità sul fronte del superbonus 110%. Per tutti coloro che desiderano capire come funziona l’agevolazione e consultare i testi ufficiali in materia è disponibile un nuovo sito web: superbonus110.cngegl.it. A idearlo la commissione CNGeGL “Sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico”. Il sito, realizzato con il sostegno del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, è al servizio degli iscritti e dei professionisti tecnici del nostro Paese, ma anche delle famiglie, dei condomìni e dei committenti pubblici e privati. A idealista/news il presidente CNGeGL, Maurizio Savoncelli, ha spiegato quali sono le funzioni e gli obiettivi di questo nuovo strumento, sottolineando: “Con questa misura fiscale lo Stato ha avviato una delle più grandi opere pubbliche italiane: la possibilità di mettere in sicurezza ed efficientare dal punto di vista energetico le case, i fabbricati e, in generale, il patrimonio edilizio nazionale, mediante fondi pubblici anticipati dai protagonisti di questo settore”.

Il sito web superbonus110.cngegl.it mette in linea un imponente archivio documentale digitale, permettendo una consultazione agile dei testi ufficiali grazie a una modalità di ricerca basata su più variabili. Il sito, che sarà costantemente aggiornato, vuole essere un valido strumento di consultazione quotidiana per gli operatori del settore e non solo.

All’interno dell’archivio è possibile trovare tutti i documenti finora pubblicati da ogni fonte ufficiale sul superbonus 110%. La pubblicazione è in ordine cronologico e la funzione di ricerca è per atto normativo, atto interpretativo e per parola chiave. Ma nel sito, oltra alla normativa di riferimento, costituita dalle leggi e dai regolamenti collegati agli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio, ci sono anche le Faq dell’Enea, le risposte dell’Agenzia delle Entrate, i chiarimenti del Mise o del Mef. E’ consentito il download per ogni testo presente in archivio e per ogni documento è indicata la fonte, la data di pubblicazione, la pagina e il paragrafo. C’è poi una sezione dedicata alla ricerca per parola chiave: tramite una stringa alfabetica è possibile rintracciare ogni terminologia legata al superbonus 110% e richiamare così anche la normativa e l’atto interpretativo relativi a quella parola.

Ma ecco quanto spiegato e illustrato a idealista/news dal presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Maurizio Savoncelli.

Il presidente del CNGeGL, Maurizio Savoncelli
Il presidente del CNGeGL, Maurizio Savoncelli

A chi è rivolto il sito sul superbonus 110% sviluppato dai geometri?

“E’ rivolto a tutti. Abbiamo preso una decisione di carattere sociale. In questi anni, oltre al ruolo di rappresentanza istituzionale della categoria professionale dei geometri, abbiamo cercato di svolgere anche un ruolo sociale, ad esempio in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla dispersione scolastica e all’orientamento consapevole dei nostri ragazzi. Anche in questo caso, quindi, abbiamo voluto fare un’operazione che vada a beneficio di tutti: dai professionisti alle imprese, passando anche per il semplice cittadino interessato a questa opportunità”.

Qual è lo scopo di questo sito web?

“Innanzitutto, è possibile accedere al sito, che ha un nome molto significativo ‘superbonus110.cngegl.it’ – ovviamente l’acronimo CNGeGL è Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati –, in modo gratuito. Il suo scopo è quello di offrire a chiunque abbia interesse uno strumento per organizzarsi nell’ambito di questa occasione importantissima per il Paese. Io dico sempre che lo Stato con questa misura fiscale ha avviato una delle più grandi opere pubbliche italiane: la possibilità di mettere in sicurezza ed efficientare dal punto di vista energetico le case, i fabbricati e, in generale, il patrimonio edilizio nazionale, mediante fondi pubblici anticipati dai protagonisti di questo settore (banche, assicurazioni, imprese, ecc.).

Il superbonus 110% quindi non solo punta a un obiettivo strategico, quello dell’efficientamento e della sicurezza sismica dei fabbricati, ma vuole anche muovere un’economia. L’indotto che si trascina l’edilizia è vastissimo, si tratta di centinaia di migliaia di operatori: dai serramentisti agli impiantisti, dall’impresa edile ai professionisti. Con questo strumento si mette in moto tutta la cosiddetta filiera dell’edilizia”.

Qual è il potenziale?

“Di recente abbiamo visto che sono circa 6mila i cantieri che si sono già mossi rispetto ai 300/400 di fine anno, ma questo è un numero ancora assolutamente infinitesimo rispetto a quello che si muoverà. In Italia ci sono 60 milioni di unità immobiliari e circa 11 milioni di fabbricati condominiali. Questa è l’entità di cui si parla. Non bisogna poi dimenticare che il superbonus 110 per cento sarà un’operazione lunga. Ad oggi, la legge di Bilancio lo porta alla fine del 2022, ma sappiamo già che nel Recovery Plan trasmesso alle Camere il governo ha previsto la proroga al 2023. Ritengo tuttavia che questa sarà un’operazione da connotare completamente nei sei anni di svolgimento del Recovery Fund che vanno dal 2021 al 2027.

E’ dunque sicuramente un’attività di ampio respiro. Bisogna quindi dare al cittadino la possibilità di conoscerla. Questo nuovo sito si propone proprio di consentire una conoscenza diretta e puntuale di quelle che sono le opportunità. Sarà poi necessario organizzare anche la filiera. Se oggi c’è un problema a lunga scadenza è quello delle imprese, che probabilmente satureranno la disponibilità e quindi ci sarà la possibilità di avviare start up, nuove imprese, di fare una forte qualificazione delle imprese stesse. Si tratta di un ragionamento a 360 gradi e l’aspetto sociale a noi preme moltissimo. E’ questo il motivo per il quale abbiamo voluto aprire il sito a tutti”.

A chi è utile e per quale motivo?

“E’ utile a chiunque. Il problema più grosso nel nostro Paese è sempre quello di mettere in fila le leggi. Questo provvedimento è nato con il decreto Rilancio del maggio 2020, convertito in legge nel luglio dello stesso anno. Quindi con un decreto già modificato in corso di approvazione, poi nella conversione, modificato ulteriormente a ottobre e poi con la legge di Bilancio 2021. Nei prossimi mesi probabilmente ci sarà un ulteriore aggiustamento, di conseguenza la difficoltà principale per chi non è addetto ai lavori è quella di mettere in fila le leggi. Con questo strumento si fa proprio questo. Ci sono inoltre motori di ricerca che consentono di fare una ricerca per atto normativo o per atti interpretativi o per parole chiave. Il sito raccoglie anche i decreti del Mise e del Mef, i pareri dell’Agenzia delle Entrate e le importanti Faq con le quali i vari enti hanno fornito chiarimenti.

Con questo strumento abbiamo voluto mettere in ordine questa platea di fonti normative primarie e a caduta di secondo, terzo, quarto e anche quinto grado, per dare un ordine di lettura e un ordine di interpretazione. La più grande sconfitta sarebbe se la burocrazia anche in questo caso bloccasse l’attività”.

In base alla vostra esperienza, che tipo di riscontro sta avendo il superbonus?

“C’è un grandissimo interesse. Sono tanti i cittadini che si informano e si interessano a questo strumento. Noi ci abbiamo creduto da subito. Se l’economia generale legata alla filiera dell’edilizia non è crollata completamente è proprio grazie agli incentivi fiscali, dall’ecobonus al sismabonus. Abbiamo fatto un pressing molto serrato sul governo precedente, facendo capire che c’era bisogno di un atto di coraggio, e il superbonus 110 per cento è la risposta che chiedevamo in un momento drammatico. E’ stata una risposta molto importante e spero che anche questo governo vada avanti su questa linea”.

Lo strumento ha grandi potenzialità, ma a vostro parere ci sono aspetti che potrebbero essere migliorati?

“Assolutamente sì, soprattutto sui primi passaggi. Noi abbiamo fatto alcune proposte, anche come Rete Professioni Tecniche. Il primo problema è quello dell’asseverazione, perché si ha accesso a questo tipo di attività, ma si deve asseverare la conformità urbanistica dell’immobile che si sta trattando. Se l’immobile lo si conosce perché lo si è progettato, ristrutturato o comunque si ha la possibilità di acquisire tutta la documentazione correttamente, non ci sono problemi. E’ il caso ad esempio della casetta che si è costruita negli Anni ’90 e di cui si ha tutto, quindi si può asseverare la conformità e procedere. Ma dove si parla di grandi condomini, costruiti per esempio negli Anni ’50, dove il progettista magari è mancato da venti o trent’anni, e laddove purtroppo in questo momento con lo smart working è impossibile accedere ad alcuni uffici o gli archivi non sono stati mai dematerializzati e quindi non è possibile fare una ricerca informatica, l’iter si blocca. Bisogna quindi trovare un sistema per agevolare questo tipo di percorso e rendere più fruibile la parte burocratica.

Ci sono poi altre situazioni che riguardano un fabbricato con piccoli abusi che oggi non sono sanabili, perché al momento l’accertamento di conformità si svolge sul presupposto della conformità ad oggi e all’epoca dell’abuso. Questo può bloccare l’intervento. Noi abbiamo chiesto più volte la conformità solo ad oggi, perché la conformità deve essere richiesta allo strumento urbanistico attuale. Bisognerebbe avere il coraggio di semplificare. La doppia conformità è un provvedimento del 1985, la legge 47/85. Penso che a distanza di così tanti anni sia necessario un cambio di passo ed emanare quei provvedimenti richiesti da tutti. Ci sono già pronunciamenti della giurisprudenza in questo senso, ma amministrativamente oggi non si può ancora sanare un immobile che non presenta la doppia conformità. E sto parlando di difformità rispetto a un titolo rilasciato, non di abusi totali. Noi ci siamo sempre permessi di chiedere questo provvedimento perché parliamo di fabbricati costruiti sulla base di un titolo, non di fabbricati abusivi, quindi di piccole difformità.

Sono queste le cose che si potrebbero fare per snellire molto questo strumento, altrimenti la platea dei possibili fruitori si potrebbe restringere. Penso che l’arma migliore per portare avanti questo provvedimento sia la corretta informazione e la giusta consapevolezza”.