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Sviluppo sostenibile, Milano al primo posto in Italia

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Autore: Redazione

Milano è al primo posto della classifica italiana dell’indagine ICity Rate, che sarà presentata a “I City Lab” il 24 e 25 ottobre. Il capoluogo lombardo si distingue per mobilità, imprese green e sharing economy, risultando la città migliore nel nostro Paese dal punto di vista dello sviluppo sostenibile. Deve però lavorare su ambiente e lagalità.

Il tradizionale appuntamento di autunno sulle città smart dedica per la prima volta un focus alla sostenibilità ambientale, economica, sociale con l’obiettivo di capire quanto le nostre città sono vicine agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e come possono contribuire al loro raggiungimento a livello nazionale.

Di seguito alcuni indicatori per capire dove stanno andando le nostre città, quanto sono lontane dai traguardi fissati dall’Onu al 2030 e su cosa devono lavorare di più.

Mobilità sostenibile

Per quanto riguarda il Trasporto Pubblico Locale, l’offerta di posti-km TPL pro-capite è in peggioramento in tutto il Paese. Il comune di Milano è quello che se la cava meglio, al primo posto (14,7) seguito da Venezia (11,1). Milano è leader anche per dotazione di veicoli in sharing, sia automobili (351) che biciclette (4.650), servizi che mancano ancora in molte città. Per le zone a traffico limitato Milano è preceduta da Bergamo, prima in Italia con 14,3 km2 di ZTL.

Polveri sottili

Il valore limite giornaliero del PM10 è stato superato in 45 aree urbane (dati Ispra 2015). Le situazioni più critiche si sono verificate a Frosinone, Pavia, Vicenza, Milano e Torino, mentre le città “virtuose” sono Livorno, Siena, La Spezia, Bolzano, Macerata, Trapani, Sassari.

Energia

Le città che consumano più energia elettrica (dati Terna) sono Cagliari, Sassari e Oristano e Aosta (oltre 1200 kwh per abitante), le più attente a evitare sprechi sono Matera, Trento, Andria, Foggia e Terni (non si superano gli 870 kwh per abitante).

Raccolta differenziata

I comuni capoluogo si caratterizzano per valori di produzione pro capite di rifiuti generalmente superiori alla media nazionale (488 kg/abitante per anno) e contribuiscono per quasi il 29% al totale della raccolta differenziata nazionale. Treviso, Pordenone, Mantova, Belluno e Trento raccolgono in differenziata oltre il 70% dei rifiuti urbani; al contrario a Isernia, Messina, Siracusa, Palermo e Enna si differenzia meno del 10% dei rifiuti.

Povertà e abbandono scolastico

Nei comuni capoluogo vive il 7,2% di chi non dispone delle risorse primarie per il proprio sostentamento; Roma e le città del Sud registrano tassi di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore a 10.000 euro nel 2015 molto più alti della media. Critici i livelli di abbandono scolastico a Caltanissetta (41,7%), Palermo (40,1%), Catania (38,6%) e Prato (38,5%), mentre le città con minore dispersione scolastica sono Benevento (14,3%), Frosinone (15,1%), Ancona (15,5%), Perugia (17,8%) e Isernia (17,9%).