Notizie su mercato immobiliare ed economia

Foro di Cesare, un nuovo scavo per riportarlo alla luce nella sua interezza

Autori: @stefania giudice, Paolo Codato (collaboratore di idealista news)

Lo splendido Foro di Cesare, nel cuore di Roma, tornerà presto alla luce nella sua interezza. Il sito, infatti, sarà oggetto di un nuovo scavo archeologico grazie a una convenzione stipulata nello scorso mese di marzo tra la Sovrintendenza Capitolina e l’Accademia di Danimarca. Un avvio d’opera inaugurato dalla sindaca Virginia Raggi e dalla Regina di Danimarca Margrethe II.

Un atto di mecenatismo della Fondazione Carlsberg di Copenhagen, del valore di 1.500.000 euro, permetterà la realizzazione dello scavo, per riportare alla luce il Foro di Cesare nella sua interezza.

Il progetto, senza oneri di spesa a carico dell’Amministrazione capitolina, è finalizzato all’ampliamento del Foro di Cesare, tuttora l’unico dei cinque complessi architettonici imperiali a essere visibile nell’intera lunghezza originaria, mentre l’apprezzamento della sua larghezza è impedito dal fatto che un’ampia parte di esso giace ancora sotto il bordo di Via dei Fori Imperiali.

Nel descrivere la portata dei lavori, il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce, ha detto: “E’ davvero un grande onore dare l’avvio a una grande iniziativa culturale che porterà in poco tempo a un considerevole ampliamento delle nostre conoscenze sull’area archeologica centrale di Roma”.

Foro di Cesare, il più antico dei cinque Fori Imperiali

Presicce ha spiegato: “Il Foro di Cesare, il più antico dei cinque Fori Imperiali, è stato il primo a riemergere dal sottosuolo in occasione degli scavi iniziati nel 1926. Ma l’apertura dell’allora via dell’Impero, oggi via dei Fori Imperiali, impedì che fosse rimesso in luce nella sua interezza. L’area monumentale è collocata in un punto nevralgico, poiché si trova a ridosso dell’antico Foro Repubblicano, collegata con le pendici del collo Capitolino e confina con gli altri tre Fori di Augusto, Minerva e Traiano. La sua costruzione, iniziata da Giulio Cesare nel 51 a.C., fu terminata dal figlio adottivo Ottaviano Augusto, che completò i lavori con il rifacimento all’estremità del Foro della nuova sede del Senato romano, la Curia Iulia”.

Gli scavi del 1998/2000

Il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali ha poi affermato: “Gli scavi compiuti nel 1998/2000, ormai quasi vent’anni fa, hanno permesso di individuare nel settore centrale del Foro alcune sepolture tra le più antiche mai rinvenute a Roma, datate fino al XII-XI secolo a.C.”.

I nuovi scavi

E ha aggiunto: “Con i nuovi scavi non solo contiamo di individuare nuove testimonianze delle fasi più antiche della città, risalenti a periodi precedenti a quello dei sette re di Roma, ma avremo la possibilità di aumentare la capacità di tutti, anche dei non specialisti, di comprendere l’architettura del monumento antico. Sarà così possibile liberare interamente il tempio di Venere genitrice oggi addossato all’alto muro di recinzione dell’area monumentale, rimettere in luce il secondo lato del porticato e le sue connessioni con i Fori Imperiali costruiti successivamente, scoprire i resti del secondo grande emiciclo del Foro di Traiano oggi non visibile”.

Le finalità dell’intervento

Presicce ha inoltre spiegato: “L’intervento, il primo di una serie, si propone anche come finalità il ripensamento del rapporto tra i resti della città antica e il tessuto urbano della città contemporanea, secondo le linee guida di un lavoro complessivo di progettazione che intende restituire continuità e vivibilità ai luoghi attraverso la ricucitura del tessuto lacerato dei monumenti antichi e la comprensione del racconto storico grazie a mirate operazioni di ricostruzione delle architetture in elevato. Tutto ciò sarà reso possibile grazie alla condivisione del progetto con l’Accademia di Danimarca, che attraverso il sostegno della Fondazione Carlsberg, non solo condividerà la realizzazione dell’intervento di scavo archeologico, ma si impegnerà nello studio dei materiali coinvolgendo studenti delle università danesi e rendendo disponibili i nuovi laboratori allestiti presso la sua sede”.

Il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali ha poi così concluso: “Il progetto andrà avanti per fasi e spero che alla fine del triennio la statua di Giulio Cesare, la copia in bronzo della statua collocata nell’aula Giulio Cesare del Palazzo Senatorio che si trova qui a via dei Fori Imperiali, possa riprendere posto nel suo Foro e guardare la sua casa sul Campidoglio”.

Il Foro di Cesare è stato il primo dei Fori Imperiali ad essere costruito, come ampliamento dell’antico Foro Romano.