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Street art in Calabria: alla scoperta dei murales di Gulia Urbana

Iacopo Munno
Iacopo Munno
Autore: Redazione

Gulia Urbana è l’iniziativa che dal 2012 è dedicata ad una rassegna itinerante della street art delle città della Calabria. Nel corso degli anni numerosi artisti italiani e internazionali hanno lavorato su opere murali che hanno arricchito il paesaggio e ampliato gli orizzonti di linguaggio di piccoli centri e borghi della regione.

Iacopo Munno
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Recuperare aree poco valorizzate, offrire nuovi spunti di riflessione, squarciare il velo verso immaginari altri, anche geograficamente distanti dai luoghi in cui si opera, e promuovere le arti contemporanee sono gli obbiettivi del progetto, che da nove anni continua la sua opera di rifunzionalizzazione e rigenerazione all’interno del tessuto vivo della provincia calabrese.

Iacopo Munno
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Seguendo questa strada, nell’estate del 2021 le attività di Gulìa Urbana si dipanano all’interno di ancora più comuni. La prima tappa, appena conclusasi, si è svolta nel comune di Santa Sofia D’Epiro, in provincia di Cosenza.

Protagonisti sono lo stile a metà tra il fotorealismo e l’illustrazione dell’artista serbo Artez, che in “Woman With Flowers” ha scelto di rappresentare una ragazza mentre stringe tra le braccia un vaso di fiori tipici della regione, come a voler simboleggiare l’importanza e il legame delle tradizioni nella contemporaneità.

Iacopo Munno
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Il giovane artista spagnolo Slim Safont ha rappresentato invece nella sua opera un uomo anziano, che stringe tra le mani una vecchia foto del suo matrimonio, in cui lui e sua moglie sono vestiti con gli abiti della tradizione Arbëreshë, una minoranza linguistico/culturale che da sempre lotta per sopravvivere, adattarsi e conservarsi. Tradizioni che sono anche al centro dell’opera di Claudio Morne, che vede come protagonista una tipica ballerina della comunità italo-albanese di Santa Sofia D’Epiro. Più enigmatica invece l’opera della street artist SteReal in cui due figure senza volto sono raffigurate una di fronte all’altra, entrambe portano la gonna, un’icona femminile per eccellenza ma che non per forza dev’essere associata ad un solo genere, una non identificazione precisa che è la giusta metafora del valore della libertà.