
Roma e l’arte da sempre vivono un rapporto di scambio e simbiosi. Oltre ai fasti dell’antichità e del Barocco romano, la città custodisce anche un luogo dove il passato artistico incontra le sfide creative del presente in un dialogo costante. Si tratta della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, le cui sale luminose e gli ampi corridoi avvolgono il visitatore in una narrativa visiva che attraversa interi secoli, tra capolavori e innovazioni. Qui ogni ambiente racconta la storia delle idee e dei movimenti che hanno ridefinito l’arte, dando vita a un luogo dove la memoria e la modernità si incontrano.
La storia della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea è, in qualche modo, figlia dell’Unità d’Italia. Questa infatti nasce nel 1883 per raccogliere e valorizzare la produzione artistica contemporanea, vivente o recente, in un contesto nazionale appena costituito. La sua inaugurazione ufficialmente risale al 5 marzo 1885 presso il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale, una sede creata per ospitare manifestazioni culturali ma presto giudicata inadeguata per la crescente raccolta.
Per questo nel 1911, in occasione dell’Esposizione nazionale per il cinquantenario dell’Unità d’Italia, l’architetto Cesare Bazzani progetta l’attuale sede nel Viale delle Belle Arti, il Palazzo delle Belle Arti, aperto al pubblico nel 1915. Successivamente il museo ha conosciuto un ampliamento nel 1933, sempre firmato da Bazzani, andando a raddoppiare la superficie espositiva, anche se alcune nuove sale erano inizialmente destinate ad altri usi.
Tra i protagonisti della sua storia spicca anche Palma Bucarelli, sovrintendente dal 1941 al 1975, che contribuisce a modernizzare la collezione, aprendola alle avanguardie internazionali. Ed è soprattutto grazie al suo lungo lavoro che oggi la Galleria Nazionale d'Arte Moderna è un museo con una collezione vastissima di circa 20.000 opere tra pittura, scultura, grafica, installazioni e media contemporanei.

Dove si trova la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma?
Ma come raggiungere questo luogo dedicato alla visione ed interpretazione moderna dell’arte? La Galleria si trova a Roma, nel Viale delle Belle Arti 131, nel cuore della particolare Villa Borghese e a breve distanza da altri capolavori come Villa Giulia, dedicata ai reperti etruschi.
Il museo è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: la fermata Flaminio della metropolitana linea A è la più comoda, ma è possibile far affidamento su numerose linee di autobus, come 88, 95, 490, 495. A ogni modo la zona è ben collegata anche da taxi o mezzi privati.
Come visitare la galleria
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è aperta da martedì a domenica, dalle ore 9:00 alle 19:00 (biglietteria fino alle 18:15). Il giorno di chiusura settimanale è il lunedì e in alcune festività come il 1° gennaio e il 1° maggio. Per essere sicuri di poter visitare il museo in caso di un weekend e tra le cose da vedere a Roma, è sempre consigliato visitare il sito ufficiale.
Per quanto riguarda i biglietti, il costo intero si aggira intorno ai 14,50 euro. Il ridotto a 10,00. Tariffe speciali sono invece previste per i residenti a Roma: 10 euro intero e 9 euro ridotto. L’ingresso è valido per 3 ore, con possibilità di uscire e rientrare. Una possibilità utile ad esempio per una pausa al Caffè delle Arti.

Cosa vedere alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Entrando nelle sale della Galleria Nazionale d'Arte Moderna si intraprende un percorso attraverso i più grandi protagonisti dell'arte moderna italiana e internazionale. Oltre 20.000 opere illustrano la ricchezza dei movimenti che hanno trasformato la scena visiva e concettuale del mondo, offrendo una testimonianza densa e avvolgente del XX secolo e oltre.
Ecco cosa vedere assolutamente nelle diverse sale:
- Ercole e Lica di Antonio Canova (1795): si tratta di un’imponente scultura neoclassica, emblema di forza e dramma.
- Il sole nascente di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1904): un dipinto divisionista che precede la celebre tela Il Quarto Stato.
- Cavalleria italiana in manovra di Giovanni Fattori (1885 circa): capolavoro della pittura macchiaiola, intensa e vibrante.
- La città che sale di Umberto Boccioni (1910–11): icona del Futurismo, con il dinamismo delle masse in movimento.

- Grande pentola di Giacomo Balla (1910): testimonianza della fase divisionista del maestro prima della svolta futurista.
- Ritratto di una giovane donna di Amedeo Modigliani (1918): esempio raro e prezioso della sua inconfondibile poetica.
- Le Muse inquietanti di Giorgio de Chirico (1918): una delle opere più celebri della Metafisica, densa di mistero.
- Natura morta di Giorgio Morandi (anni ’40): un equilibrio silenzioso di forme e colori, simbolo della sua ricerca intima.
- Concetto spaziale di Lucio Fontana (anni ’60): il celebre taglio sulla tela come gesto che apre allo spazio infinito.
- Roue de bicyclette di Marcel Duchamp (1913, replica): l’oggetto ready-made che ha rivoluzionato il concetto di arte.

- La Battaglia di Ponte dell’Ammiraglio di Renato Guttuso (1955): un imponente racconto di impegno politico e storia.
- Ninfee di Claude Monet (1897–99): uno dei suoi famosi studi sulla luce realizzato nella casa di Giverny.
- Il giardiniere di Vincent van Gogh (1889): un’opera intensa, realizzata durante il soggiorno a Saint-Rémy-de-Provence.
- Danzatrice basculante di Edgar Degas (1895 circa): si tratta di una scultura in bronzo che restituisce il movimento del corpo e delle sue famose ballerine.
- Composizione A di Piet Mondrian (1923): un capolavoro del Neoplasticismo, rigoroso e armonico.
- Number 1° di Jackson Pollock (1948): esempio di Action Painting, con l’energia esplosiva del dripping.
- Mobile di Alexander Calder (anni ’30): la leggerezza scultorea del movimento in equilibrio nello spazio.
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