Notizie su mercato immobiliare ed economia

Una palestra sociale a Roma in un immobile un tempo in mano ai criminali

Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative
Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative

Nascerà una palestra sociale a Roma, nel quartiere di San Basilio, in un immobile per anni nelle mani dei criminali. A idealista/news l’assessora al Patrimonio e Politiche Abitative, Valentina Vivarelli, ha detto: “Recuperare e valorizzare immobili è importante per ogni città, ma certo nella nostra lo è più che mai considerando il vasto patrimonio capitolino e il valore simbolico che molti di questi beni hanno”.

La consegna dell'immobile del quartiere San Basilio / Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative
La consegna dell'immobile del quartiere San Basilio / Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative

L’immobile di proprietà di Roma Capitale, si trova in via Tranfo 28/30, nel quartiere di San Basilio, ed è stato consegnato lo scorso 17 maggio dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, alle Fiamme Oro della Polizia di Stato, a seguito dell’accordo firmato lo scorso gennaio da Roma Capitale e Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Grazie all’intervento dell’Opera Don Giustino Onlus, l’immobile di via Tranfo verrà trasformato in una palestra sociale a Roma. Nello specifico, l’immobile diventerà una palestra della sezione giovanile di pugilato del gruppo sportivo della Polizia di Stato Fiamme Oro, aperta ai giovani del quartiere, sarà quindi un nuovo luogo di sport e di aggregazione, un presidio di legalità e socialità. Ma ecco cosa ha spiegato a idealista/news l’assessora al Patrimonio e Politiche Abitative.

L’assessora al Patrimonio e Politiche Abitative, Valentina Vivarelli / Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative
L’assessora al Patrimonio e Politiche Abitative, Valentina Vivarelli / Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative

Cosa vuol dire aver recuperato questo immobile di San Basilio, un quartiere complicato, e averlo consegnato alle Fiamme Oro della Polizia di Stato per farne una palestra sociale per i giovani?

“La buona politica è proposta e costruzione di opportunità, anche e soprattutto in quartieri periferici, difficili come quello di San Basilio dove le opportunità per i giovani sono davvero poche. E’ dunque ancora più importante questo accordo tra Roma Capitale e Ministero dell’Interno per la promozione della legalità e delle attività culturali connesse allo sport, grazie al quale aprirà a breve una nuova palestra sociale aperta al quartiere. Fondamentale e prezioso l’impegno dell’associazione Opera Don Giustino Onlus di Don Antonio Coluccia, il sacerdote quotidianamente in prima linea tra le strade del quartiere.

Consideri inoltre che questo non è un progetto isolato che poteva correre il rischio di diventare una sorta di cattedrale nel deserto. Come ho già avuto modo di raccontare al vostro giornale, San Basilio è coinvolto in Il tuo quartiere ti dà lavoro con due locali non utilizzati del patrimonio di Roma Capitale che abbiamo messo a disposizione, gratuitamente per i primi due anni, di chi voglia avviare un’attività imprenditoriale assumendo personale anche tra i residenti della zona.

Sosteniamo il riutilizzo di beni capitolini per offrire attività e servizi di prossimità, nuovi posti di lavoro e alternative concrete ai residenti. Per guardare oltre. Per far rivivere da un punto di vista sociale ed economico quartieri dove troppe saracinesche sono da anni abbassate. Un’azione sinergica e non isolata che fa sentire la presenza delle istituzioni sul territorio, perché in queste zone il rischio è anche quello di sentirsi isolati”. 

Quanto è importante per una città come Roma recuperare e valorizzare gli immobili in disuso?

Recuperare e valorizzare immobili è importante per ogni città, ma certo nella nostra lo è più che mai considerando il vasto patrimonio capitolino e il valore simbolico che molti di questi beni hanno. Penso ad esempio allo stabile di Via dei Giubbonari 38, sede già dedicata a Guido Rattoppatore, uno dei partigiani fucilato insieme ad altri nell'eccidio di Forte Bravetta. Questo, come altri, è un immobile la cui funzione storica e sociale è talmente permeata nel tessuto della città da dare identità al territorio e ai cittadini. Roma è città aperta e antifascista e via dei Giubbonari è un luogo che rappresenta fortemente questi valori e continuerà a farlo nel suo utilizzo.

Ci sono poi molti immobili che abbiamo destinato ad associazioni impegnate sul territorio, a centri antiviolenza, a chi offre servizi di supporto ai più fragili. Altri sono utilizzati come sedi istituzionali. E su questo è grandissimo il lavoro che abbiamo fatto finora. Pensi che le amministrazioni precedenti avevano preso in affitto da privati palazzi per ospitare ad esempio i gruppi e le commissioni consiliari o impiegati capitolini. Sono i cosiddetti fitti passivi. Una scelta a dir poco antieconomica che non valorizza i nostri beni né fa investimenti per il futuro. Noi, con l’impegno congiunto di diversi Dipartimenti, che approfitto per ringraziare, ne abbiamo dismessi molti di fitti passivi, spostando servizi e dipendenti in immobili capitolini. E già abbiamo risparmiato 5 milioni di euro all’anno. Sono tanti soldi che ora tornano a disposizione dei cittadini, soldi che potremo finalmente reinvestire in ulteriori servizi e progetti per la nostra comunità. E' stato un grande lavoro, che non è ancora finito e che mi riempie davvero di soddisfazione”.

Quanto si può fare e quali sono le potenzialità del patrimonio immobiliare di Roma Capitale?

“Il tema conduttore della nostra azione parte da un presupposto: programmare è anche rimodulare quello che abbiamo, quel bene prezioso che è il patrimonio capitolino, la cui gestione e valorizzazione abbiamo completamente ripensato. Una gestione che deve essere anche al servizio delle esigenze cittadine, in termini di servizi da attivare sul territorio, sia per finalità abitative della città e su questo l’Amministrazione vuole e deve investire di più.

Mi riferisco ad esempio a progetti come 'Abitare Cardinal Capranica' che prevede la realizzazione di alloggi Erp e in housing sociale all’interno di un ex edifico scolastico di proprietà comunale, progetto dichiarato ammissibile al bando della Regione Lazio che stanzia 22 milioni di euro di fondi statali per l’edilizia residenziale sociale e in attesa di essere finanziato. Insomma, un utilizzo del patrimonio capitolino a 360 gradi costruito intorno alle esigenze dei cittadini”.

Quali progetti – relativi proprio al patrimonio immobiliare della città - sono al momento in essere?

“I progetti sono tanti, gliene voglio citare altri due, oltre quelli di cui abbiamo già parlato, ai quali sono particolarmente legata. Il primo è il Distretto degli Artigiani di Tor di Nona che coniuga il recupero urbano e la promozione della migliore artigianalità. 30 immobili di proprietà comunale verranno infatti destinati ad ospitare, progressivamente, in base all’effettiva disponibilità dell’amministrazione, attività formative e didattiche per la conservazione e la trasmissione dei saperi tra maestri d’arte e allievi sul modello della ‘bottega scuola’. Abbiamo già pubblicato il bando. E’ un progetto sul quale abbiamo lavorato molto con l’Assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro, Andrea Coia, fin da quando eravamo entrambi consiglieri. Dopo l’emergenza Covid-19 assume ancora maggiore rilevanza, costituendo un’occasione di crescita e di investimento nel futuro per rivitalizzare mestieri e lavoro.

L’altro è la collaborazione con l'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: man mano che ci vengono consegnati dall’Agenzia gli immobili che abbiamo richiesto, li mettiamo a disposizione delle strutture che hanno progettato l'utilizzo. Stanno così vedendo la luce nuove realtà dislocate sul territorio per l’accoglienza e il supporto dei più fragili, delle donne vittime di violenza, di famiglie in difficoltà, per promozione culturale e sociale, su questo sto lavorando molto con l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Veronica Mammì”.

A suo avviso, qual è la grande sfida del Dipartimento da lei guidato?

“Complessivamente la sfida del Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative è quella che sta vivendo tutta l'Amministrazione pubblica, ovvero ottimizzare i sistemi informatici e informativi per una gestione trasparente e veloce che mai come durante questo anno ha mostrato di essere necessaria. Ciò permetterà una collaborazione migliore tra Enti pubblici, ma non solo, anche con le altre Istituzioni per portare opportunità, formazione, lavoro e attività nei territori.

Il Dipartimento Patrimonio in questo percorso dovrà essere sempre di più al fianco dei cittadini in termini di qualità dei servizi offerti e di accessibilità a questi servizi. Ascoltare le loro esigenze e conciliarle con i tempi di una macchina amministrativa che sono ancora troppo lenti, nonostante le migliorie che stiamo apportando. A farne le spese sono stati per anni i più fragili, chi non aveva santi in paradiso, chi otteneva una concessione in un immobile capitolino con una stretta di mano e una pacca sulla spalla. Ecco tutto questo non esiste più, legalità e uguaglianza vanno di pari passo. Un passo che mi impegno ogni giorno a velocizzare ulteriormente”.