Notizie su mercato immobiliare ed economia

Tornerà la voglia di casa nel 2014: il 62% degli individui pronto ad acquistare se i prezzi scendono

Autore: Redazione

Dopo una lunga attesa, il 2014 potrebbe essere l'anno buono per comprare un'abitazione, se i prezzi si adegueranno alle possibilità degli acquirenti. La voglia di casa è infatti più forte dell'incertezza che ha tenuto il mercato della domanda in attesa. A dirlo è l'indagine conoscitiva condotta da idealista.it per analizzare le caratteristiche evolutive del settore immobiliare, le necessità e le intenzioni dei potenziali compratori

È un mercato che scalda i motori quello che emerge dalla fotografia di idealista.it. Il 62% degli individui che hanno partecipato al sondaggio si dice infatti pronto ad acquistare, nonostante permangano fattori di debolezza come le preoccupazioni per la situazione economica e per il mantenimento del proprio impiego, particolarmente sentiti da oltre un terzo dei rispondenti

I futuri acquisti dipenderanno principalmente dal prezzo degli immobili per il 55% del campione

E se 2 persone su 3 si dichiarano in “standby” da oltre un anno e il 27% da oltre tre anni, le apettative generali circa un ulteriore calo dei prezzi sono piuttosto elevate (57,5%) per l’anno venturo e questo potrebbe far tornare la voglia di casa a quanti in questi anni hanno temporeggiato

Sul fronte creditizio, la maggioranza del campione (51%) si dice consapevole che le banche non concederanno prestiti neanche l’anno prossimo

Le scelte degli italiani per il 2014 sono orientate al trilocale (1 acquirente su 2), mentre il bilocale (21,6%) resta l'alternativa per investimento o quando i prezzi cittadini non consentono di accedere a un immobile di dimensioni maggiori

Conta l'ubicazione dell'immobile. Fattore principale che ne determina la scelta (63% dei casi), più del prezzo (23%) e dello spazio (9,1%), mentre inizia a farsi strada una certa sensibilità al tema dell’efficienza energetica (5%), soprattutto tra gli utenti del nord Italia

Gli italiani preferiscono l'usato. La maggior parte degli utenti (44%) si orienta verso l’acquisto di una casa usata in buono stato o anche da ristrutturare; solo il 5% punta deciso sul nuovo; la restante parte del campione non ha preferenze

Budget ridotti. Oltre la metà degli individui ha dichiarato di essere disposto a spendere per la casa non più di 200mila euro; il 23,2% del campione di intervistati tra i 2 e i 300mila euro; circa un quarto degli individui dichiara di potere arrivare a cifre superiori, il 5% di questi avrebbe disponibilità oltre i 500mila euro   

L’indagine di idealista ha anche rilevato l’interesse degli utenti verso la casa vacanze.  Con i prezzi in discesa, complice l’imu che ha spinto molti proprietari a mettere in vendita i loro immobili, il 12% degli utenti si dice intenzionato all’acquisto di una casa per la villeggiatura

Dove acquisterebbero casa gli italiani?

Più in Italia (85,4%) che all’estero (4,6%), che riscuote il massimo gradimento tra gli over 45


 

La Toscana, tra mare e collina è sinonimo di qualità della vita per la stragrande maggioranza dei rispondenti. Tra le località di mare la Liguria precede la Puglia, mentre le montagne del Piemonte e del Trentino Alto Adige non hanno rivali

All’estero è sempre la Spagna in cima a desideri di chi cerca casa, seguita dalla costa azzurra e da berlino. Nessuna meta esotica da segnalare, forse perchè anche nei sogni gli italiani devono tenere gli “occhi aperti” e allora cercano la concretezza

Nota metodologica

1 – indagine conoscitiva per monitorare ed analizzare le caratteristiche evolutive del mercato immobiliare al di là delle statistiche ufficiali e le previsioni degli esperti, basandosi su ciò che i potenziali acquirenti pensano

2 – metodologia di ricerca: questionario online* con domande a risposta mista

* L’indagine è stata svolta tra  il 2 e il 10 dicembre

Ha risposto al sondaggio un campione di 1.051 utenti composto per il 60,4% da uomini,  per il 39,6 da donne suddiviso per fasce d’età**: il 45,3% risiede al nord, il 54,7% al centro-sud

**Il gruppo più numeroso di rispondenti ha un’età compresa tra 46 e 55 anni (30,7%)

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Commenti

Si conferma che se i prezzi delle case non scendono...

E' che non si dice di quanto devono scendere (il 30, il 50%).
Interessante che la maggior parte degli intervistati non è disposta a pagare più di 200mila euro

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I prezzi sono già scesi e dubito, a parte gravi problemi economici di certi singoli, possano essere ulteriormente ribassati. Svendere con l'incognita di non poter ricomprare con gli stessi parametri farà desistere dall'intento! inoltre per determinare un ulteriore calo dei prezzi dovrebbero allinearsi tutti gli altri prodotti...a cominciare dalla benzina!

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"Oltre per determinare un ulteriore calo dei prezzi dovrebbero allinearsi tutti gli altri prodotti...a cominciare dalla benzina!"

Quello che dici non sta ne in cielo ne in terra! stai confrontando due prodotti ben diversi, sinceramente la benzina può arrivare pure a 3 euro al litro, ma ha un senso ci sono i costi di estrazione, produzione ecc. Ma gli immobili nel tempo possono solo perdere di valore, e manco mi frega se aprono la metro nelle vicinanze! se l'immobile è fatiscente può stare pure in centro! non vale una mazza lo stesso!
Il discorso cambia se l'immobile è stato ristrutturato (impianti,interni, esterni ecc) allora nel tempo non svaluta...

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E' un po' che seguo il mercato immobiliare (mi sembra tre anni): in posti periferici, poco serviti ma per questo brutti, i prezzi non sono calati, sono crollati e la mia percezione è che il prezzo di certi immobili (vecchi) ormai lo fa il compratore. Ero partito con l'idea di comprare (in cash ovviamente) ma l'idea di possedere un bene che si svaluta del 10% all'anno quando un semplice conto deposito mi rende il 3.5 lordo e con le azioni ho fatto il 300% in un anno e mezzo non è che mi attiri più di tanto...

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Vorrei sapere........ho una casa adibita a rimessa agricola, sto' trasformandola in abitazione........vorrei sapere se posso detrarre l'irpef.......non so spiegarmi tanto bene ma spero ci siamo capiti...
Se mi potete dare una risposta vi sarei molto grato..........
Cordiali saluti bendinelli luciano.......

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Si, come no: vendere in lire per ricomprare in euro!!! chi compra deve adeguarsi ai prezzi altrimenti scelga l'affitto

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Condivido

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Eh eh eh la voglia di casa non deve tornare perchè c'è sempre stata! purtroppo non si può scrivere altrettanto dei soldi necessari all'acquisto!!!
La casa di proprietà non è per tutti e questo devono capirlo tutte quelle persone che fanno perdere tempo a chi vende!

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Questo sito è l'esempio pratico dell'INETTITUDINE . Leggo articoli e rido perchè sono campati per aria. Un po' di tempo fa c'era uno che invitava a chi aveva la casa comprata in lire a vendere per smuovere il mercato che tanto ci avrebbe guadagnato. Vorrei invitarlo a frequentare una lezione di economica , tema la svalutazione monetaria.

Il problema che la casa non è una diritto averla . Se uno lavora , si accontenta e rapporta le proprie possibilità con i propri desideri sarà soddisfatto altrimenti fa solo perdere del gran tempo a chi lavora.

I prezzi delle case non scenderanno di molto e chi aspetta al tracollo rimarrà deluso perchè l'Italia non sono gli Usa dove si vende anche a 10 volte il prezzo di costruzione . In Italia, il rapporto tra costo di costruzione ( terreno, cubatura, allacciamenti , costo casa , tasse , atti notarili precedenti, finiture ecc ecc ) non è altissimo come si pensa .

Chi compra a basso prezzo case di oggi usate vecchie poi ne aggiunge altrattanti a rimettarle a nuovo, perchè in rapporto nelle ristrutturazioni c'è molto più margine . Ed ovvio che nessuno viene a dirti , guarda ho preso una fregatura .

Quindi per concludere a mio avviso , chi vuole comprare casa , vada prima a farsi un analisi finanziaria in banca di quanto si può permettere e poi dopo vada a scegliersi la casa che preferisce guardando tutti gli aspetti che meglio crede.

Gianluca

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Parole sagge.
Quando una vite costa 1 euro, il prezzo della casa e'commisurato...
Solo chi ha ristrutturato o costruito di recente capisce perche'i prezzi delle case non scenderanno, anzi.
Il discorso e'lungo, ma esauriti gli immobili che il proprietario e'costretto a vendere nessuno costruisce per perderci.
Inoltre le case "vecchie"di solito hanno una ubicazione migliore delle nuove, perche'quando si costruisce lo si fa generalmente scegliendo il posto migliore.
Chi prima arriva meglio alloggia.

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"Questo sito è l'esempio pratico dell'INETTITUDINE . Leggo articoli e rido perchè sono campati per aria. Un po' di tempo fa c'era uno che invitava a chi aveva la casa comprata in lire a vendere per smuovere il mercato che tanto ci avrebbe guadagnato. Vorrei invitarlo a frequentare una lezione di economica , tema la svalutazione monetaria.

Il problema che la casa non è una diritto averla . Se uno lavora , si accontenta e rapporta le proprie possibilità con i propri desideri sarà soddisfatto altrimenti fa solo perdere del gran tempo a chi lavora.

I prezzi delle case non scenderanno di molto e chi aspetta al tracollo rimarrà deluso "

Vai a spiegarlo a quei "fortunati" che lavorano con contratto a termine per 1.000 euro al mese.
Ma certo poi, stanno tutti ad aspettare il tracollo dei prezzi in attesa che avvenga?
Roba da ridere: ma secondo te i giovani sono così stupidi da investire soldi, tempo e sforzi in formazione per poi sperare in un'elemosina di stipendio che non permette loro neanche di avere un barlume di speranza di comprarsi neanche uno sgabbuzzino in un paese che non offre nulla?
Ma tu ritieni veramente che il livello di menomazione mentale abbia raggiunto queste caratteristiche?
La verità è che delle case in vendita a prezzi folli non frega proprio niente a nessuno perché chi lavora veramente ed i soldi se li guadagna considera gli "sragionamenti" di quelli che pensano ancora oggi che col mattone ci si debba obbligatoriamente straguadagnare, neanche un tentativo di offesa alla propria intelligenza.
Il mattone è stata solamente una speculazione politica operata grazie alle banche, con i mutui, per legare mani e piedi la gente ad un bene primario. Punto.
I tempi andati sono tali e se ti aspetti che qualcosa cambi nei criteri di erogazione dei mutui e nella fiducia della gente per vendere le case ai prezzi che dici tu, allora sarai tu a rimanere molto deluso.
Poi riempiti pure la bocca delle tue analisi finanziarie, mi viene da ridere a pensare come funzionano con la sempre più ampia fetta di gente che non ce la fa ad arrivare neanche alla metà del mese oppure chi ha qualche centinaio di migliaia di euro ad "investirli" in un bene che più passa il tempo, più sarà bersaglio di tasse.

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Si, le case non scenderanno di prezzo, ci credo. E rimarranno invendute.

Bello il documentario consigliato da idealista "giace immobile", lo trovate in rete. Mai un titolo fu piu' azzeccato.

Ad aprile di quest'anno le banche hanno iniziato a svalutare gli immobili in garanzia. Questo significa che se uno ha una casa e pensa che valga cento, se lo da in garanzia la banca gliene dara' 50.

Comprare una casa che vale 100, che secondo la banca, in garanzia vale 50... voi capite che c'e qualcosa che non va

Caro Gianluca, immagino che non stia vendendo molto in questo periodo. Dovresti chiederti il perche

L.

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Nel lungo termine le dinamiche dei prezzi delle abitazioni e dei redditi seguono linee parallele. Quando c'è una correzione, nel medio termine, le due linee possono incrociarsi o allontanarsi anche notevolmente: non ci sarà soltanto un ritorno verso la media ma i prezzi scenderanno molto più dell'atteso. Negli USA HANNO venduto milioni di single Family home (villette) per cifre intorno ai 50-100 mila dollari (40-70 mila euro). Cambiano le tecniche di costruzione ma non la sostanza: provate a costruire una casa prefabbricata in Italia... un'altra dinamica parallela nel lungo termine è data dal prezzo degli immobili e da quello degli affitti. La convenienza cioè tra affittare o comprare: in Italia adesso è ancora molto più conveniente affittare. I prezzi degli affitti (come quelli degli immobili) seguono la curva domanda-offerta: in Italia esistono milioni di abitazioni vuote. Questo perché l'italiano medio ha sempre investito quasi esclusivamente nel mattone. La percentuale di proprietari di casa in italia è tra le più alte al mondo: chi dovrebbe ancora comprare in un mercato in fase calante? la novità è proprio quest'ultima: il mito della casa si è sempre poggiato sulla convizione errata che i prezzi delle case salgono sempre. Ora che ci si è accorti che , inevitabilmente i prezzi delle abitazioni possono scendere l'approccio è cambiato. C'è una corsa a liberarsi degli immobili. In tutto questo la tassazione (imu o altro) svolge soltanto il ruolo di fattore precipitante: il crollo dei prezzi degli immobili in italia era già scritto. Infine questo è un paese defunto per innumerevoli motivi su cui non mi dilungo. Se non si rinegozia il debito pubblico sarà una interminabile agonia. Se si rinegozia (opzione da preferire) vi sarà comunque un terremoto iniziale ed un accentuarsi della recessione perché ormai buona parte dei titoli di stato italiani sono rientrati nel bel paese. Non c'è scampo. Chi può ed intende acquistare una casa può dormire sonni beati tra due guanciali ed attendere: con il denaro necessario oggi ne comprerà almeno due.

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Finalmente un'analisi seria, pacata e che cerca di dare delle chiavi di lettura a quello che ci stiamo domandando in questo forum e in particolare in questi commenti.
Ottima analisi.
Quello che mi chiedo e vi chiedo: possono i valori scendere nel centro delle città a cifre che di fatto non terrebbero conto del valore dell'area fabbricabile?
Esiste un limite per così dire "oggettivo" alla s-valutazione dei beni immobili?
Non dico nelle periferie o dove si trovano terreni edificabili.
Parlo delle città (ma anche dei paesi) dove esiste un centro "storico" da sempre esistente.
Per gli altri fattori concordo e purtroppo concordo con l'ultima parte del post.
La crisi è una crisi che non ha similitudini con le precedenti presunte tali.
Il mattone scivolò del 50% anche dal 1992 al 1998...nessuno lo ricorda o vuole ricordarlo....ma allora era un problema di ciclicità e i denari uscirono dal mattone per andare in borsa e poi tornarono al mattone dopo i lauti guadagni della fine del 1998.
Il resto apparentemente andava avanti come sempre....debito pubblico da sempre enorme, ruberie politiche come sempre, carrozzone pubblico a gogò....ma lo spread non era noto, e anche le agenzie di rating da noi erano quasi sconosciute...e non solo ai peones!
Ora la situazione è totalmente diversa...e il problema del valore delle case sembra stare per diventare l'ultimo dei problemi per tutti i cittadini italiani. Questo fatto non va sottovalutato, al pari di altri citati dall'ottimo commentatore cui sto rispondendo...chi volesse scambi di opinioni mi scriva a pampa2000@tin.it

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Ottima analisi.
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Esiste un limite per così dire "oggettivo" alla s-valutazione dei beni immobili?
Non dico nelle periferie o dove si trovano terreni edificabili.
Parlo delle città (ma anche dei paesi) dove esiste un centro "storico" da sempre esistente.
Per gli altri fattori concordo e purtroppo concordo con l'ultima parte del post.
La crisi è una crisi che non ha similitudini con le precedenti presunte tali.
Il mattone scivolò del 50% anche dal 1992 al 1998...nessuno lo ricorda o vuole ricordarlo....ma allora era un problema di ciclicità e i denari uscirono dal mattone per andare in borsa e poi tornarono al mattone dopo i lauti guadagni della fine del 1998.
Il resto apparentemente andava avanti come sempre....debito pubblico da sempre enorme, ruberie politiche come sempre, carrozzone pubblico a gogò....ma lo spread non era noto, e anche le agenzie di rating da noi erano quasi sconosciute...e non solo ai peones!
Ora la situazione è totalmente diversa...e il problema del valore delle case sembra stare per diventare l'ultimo dei problemi per tutti i cittadini italiani. Questo fatto non va sottovalutato, al pari di altri citati dall'ottimo commentatore cui sto rispondendo...chi volesse scambi di opinioni mi scriva a pampa2000@tin.it

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Finalmente un'analisi seria, pacata e che cerca di dare delle chiavi di lettura a quello che ci stiamo domandando in questo forum e in particolare in questi commenti.
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Quello che mi chiedo e vi chiedo: possono i valori scendere nel centro delle città a cifre che di fatto non terrebbero conto del valore dell'area fabbricabile?
Esiste un limite per così dire "oggettivo" alla s-valutazione dei beni immobili?
Non dico nelle periferie o dove si trovano terreni edificabili.
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La crisi è una crisi che non ha similitudini con le precedenti presunte tali.
Il mattone scivolò del 50% anche dal 1992 al 1998...nessuno lo ricorda o vuole ricordarlo....ma allora era un problema di ciclicità e i denari uscirono dal mattone per andare in borsa e poi tornarono al mattone dopo i lauti guadagni della fine del 1998.
Il resto apparentemente andava avanti come sempre....debito pubblico da sempre enorme, ruberie politiche come sempre, carrozzone pubblico a gogò....ma lo spread non era noto, e anche le agenzie di rating da noi erano quasi sconosciute...e non solo ai peones!
Ora la situazione è totalmente diversa...e il problema del valore delle case sembra stare per diventare l'ultimo dei problemi per tutti i cittadini italiani. Questo fatto non va sottovalutato, al pari di altri citati dall'ottimo commentatore cui sto rispondendo...chi volesse scambi di opinioni mi scriva a pampa2000@tin.it

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Io nel 2014 compro un appartamento con un vano in più rispetto al mio attuale solo se ci sarà un ulteriore ribasso del 20% degli attuali prezzi.....parlo almeno della mia città...Firenze, così che essi tornino ad essere proporzionati agli stipendi e permettano ad una famiglia di vivere dignitosamente togliendosi qualche sfizio.
Quello che si è assistito in questi anni è stato un mostro che ha contribuito a frenare in consumi: una famiglia indebitata fino all'osso per 4 mattoni è una famiglia che non va in vacanza, non consuma più dello stretto necessario, non compra l'auto nuova, non va al ristorante, non si toglie sfizi etc...cioè non fa girare l'economia

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Ciao..sono di Firenze anche io...mi traduci in denaro la tua frase.
Non capisco. Quanto vale oggi il tuo appartamento e quanto deve costare quello che vorresti comprare se calassero i prezzi? Il tuo ragionamento non lo colgo...forse mi mancano dei dati. Vorresti provare a spiegarmi?
Grazie

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Ho messo in vendita una casa vacanze di 95 mq. Utili (120 mq catastali) in collina Toscana sopra Castigliocello, da cui si vede il mare, l'isola d'Elba, vada, a 115.000 Euro. A me è costata tra acquisto, interessi sul capitale e lavori per migliorie 162.000 euro. È vero che ci ho fatto le vacanze per 10 anni, e non ho speso, quindi, nulla per soggiorno, ma più di così non credo che si possa scendere col prezzo. È uno sconto di oltre 30%, non mi sembra poco.

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Ciao, mi gireresti il link del tuo annuncio? arch . Alberto @ ymail . Com

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Salve, conosco la zona, vi ho chiuso da poco una operazione immobiliare da cinque quartieri in Loc. La Mazzata e devo dire ho trovato un'amministrazione comunale (la medesima di Castiglioncello) molto disponibile ed efficiente. Certo i tempi sono sempre un po carenti rispetto le aspettative/desideri di un imprenditore o privato che voglia ristrutturare o far trasformazioni, ma rispetto ad altre esperienze, mi dichiaro davvero soddisfatto. Il prezzo di 115 mia per 95mq calpestabili è davvero alettante. Si tratta di poco piu di mille euro il metro, non ci si costruisce più una nuova casa oggi. Io ho venduto a quasi il doppio ma da ristrutturare considerevolmente in zona, a mio modo di vedere, anche meno pregiata della collina di Castiglioncello. Il problema è che attualmente il mercato è davvero immobile, temo non si tratta tanto di scender di prezzo (vedete la persona in oggetto: ha calato abbondantemente oltre il valore che la proprietà avrebbe dovuto almeno mantenere, senza pero riscuotere effetto), non si può infatti considerare la possibilità scendere oltre certi limiti, se si crede opportuno scendere sotto il costo di costruzione allora il nuovo è fuori prezzo di per se e questo temo sarebbe altro che un problema di crisi del mercato immobiliare. L'amico che cerca di vendere a tutti i costi è comprensibile e forse unico stratagemma proporsi sul mercato al prezzo ribassato oltre quello di acquisto, probabilmente troverà chi comprera la sua casa, ma il problema a parer mio non era il prezzo troppo alto o non competitivo il problema è che attualmente, per plurime motivazioni che tutti abbiamo piu o meno presenti non c'è interesse o possibilità pensare acquistare cambiare casa. Appunto il mercato è Fermo. Forse bene provare smuoverlo con offerte allettanti, ma quando i prezzi scendono oltre certi valori chi volete che costruisca nuovo o investa per ristrutturare? Io ad esempio ho chiuso operazione scegliendo impostare l'operazione senza eseguirla dando possibilità a chi compra proseguire operazione come e quando crede a prezzi molto competitivi rispetto concorrenza che invece ha tradizionalmente messo sul mercato immobili fisicamente finiti o su progetto, ma appunto già carichi di tutte le spese e lavori effettuativi o da effettuarvi quando opzionali. A riprova di quanto sopra il fatto che l'ultimo quartiere ha impiegato quasi un anno per trovar collocazione e comunque a prezzo notevolmente scontato rispetto gli altri.

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Salve, conosco la zona, vi ho chiuso da poco una operazione immobiliare da cinque quartieri in Loc. La Mazzata e devo dire ho trovato un'amministrazione comunale (la medesima di Castiglioncello) molto disponibile ed efficiente. Certo i tempi sono sempre un po carenti rispetto le aspettative/desideri di un imprenditore o privato che voglia ristrutturare o far trasformazioni, ma rispetto ad altre esperienze, mi dichiaro davvero soddisfatto. Il prezzo di 115 mia per 95mq calpestabili è davvero alettante. Si tratta di poco piu di mille euro il metro, non ci si costruisce più una nuova casa oggi. Io ho venduto a quasi il doppio ma da ristrutturare considerevolmente in zona, a mio modo di vedere, anche meno pregiata della collina di Castiglioncello. Il problema è che attualmente il mercato è davvero immobile, temo non si tratta tanto di scender di prezzo (vedete la persona in oggetto: ha calato abbondantemente oltre il valore che la proprietà avrebbe dovuto almeno mantenere, senza pero riscuotere effetto), non si può infatti considerare la possibilità scendere oltre certi limiti, se si crede opportuno scendere sotto il costo di costruzione allora il nuovo è fuori prezzo di per se e questo temo sarebbe altro che un problema di crisi del mercato immobiliare. L'amico che cerca di vendere a tutti i costi è comprensibile e forse unico stratagemma proporsi sul mercato al prezzo ribassato oltre quello di acquisto, probabilmente troverà chi comprera la sua casa, ma il problema a parer mio non era il prezzo troppo alto o non competitivo il problema è che attualmente, per plurime motivazioni che tutti abbiamo piu o meno presenti non c'è interesse o possibilità pensare acquistare cambiare casa. Appunto il mercato è Fermo. Forse bene provare smuoverlo con offerte allettanti, ma quando i prezzi scendono oltre certi valori chi volete che costruisca nuovo o investa per ristrutturare? Io ad esempio ho chiuso operazione scegliendo impostare l'operazione senza eseguirla dando possibilità a chi compra proseguire operazione come e quando crede a prezzi molto competitivi rispetto concorrenza che invece ha tradizionalmente messo sul mercato immobili fisicamente finiti o su progetto, ma appunto già carichi di tutte le spese e lavori effettuativi o da effettuarvi quando opzionali. A riprova di quanto sopra il fatto che l'ultimo quartiere ha impiegato quasi un anno per trovar collocazione e comunque a prezzo notevolmente scontato rispetto gli altri.

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Il tuo post permette di cogliere alcuni aspetti fondamentali per capire la psicologia del mercato attuale e cercare di comprendere come stanno effettivamente le cose.
Allora: hai comprato una casa di vacanze e hai ritenuto conveniente o adeguato alle tue possibilità economiche investirci 162000 euro dieci anni fa.
Oggi la metti in vendita.
Qui sorge la prima domanda: perchè? e perchè proprio ora che le seconde case di vacanza hanno subito la peggiore delle batoste?
Poi: chi, come e perchè ha fissato il valore di stima attuale in 115000 euro?
Ancora: quante richieste sono presenti sul mercato per la zona e la tipologia di casa?
Proviamo tutti a rispondere a queste domande: da lì credo verrà fuori il se e il perchè la casa possa restare a 115000 o debba o meno scendere ancora.
Esistono già casi di location senza richieste che non si vendono, semplicemente non si vendono. Non conta il prezzo.

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Per Pampa:

Infatti, uno degli aspetti piu' interessanti dell'Estimo e' che la definizione del valore di un immobile e' alquanto difficoltosa, e al tempo stesso bella e stimolante.

A volte come dice lei, le case NON si vendono, allora non esiste un valore di mercato (per un immobile simile che e' stato venduto in zona) per cui non e' possibile arrivare ad una stima diretta, ma si deve cercare di risalire al valore in qualche modo, con procedimenti vari che sostanzialmente si basano su:

Parametri descrittivi della abitazione (posizione, metri quadri, etc)
Reddito che puo' dare l'abitazione (se si affitta)
Valore di costo (quanto costa costruire 'immobile)

Immagino che il signore che ha abbassato il prezzo, si sia semplicemente adeguato al mercato

Se poi lei mi parla di terreni, allora si entra nel campo piu' complesso del valore di trasformazione. Un terreno costa tot perche posso costruirci qualcosa che vale tot.

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Ho messo in vendita una casa vacanze di 95 mq. Utili (120 mq catastali) in collina Toscana sopra Castigliocello, da cui si vede il mare, l'isola d'Elba, vada, a 115.000 Euro. A me è costata tra acquisto, interessi sul capitale e lavori per migliorie 162.000 euro. È vero che ci ho fatto le vacanze per 10 anni, e non ho speso, quindi, nulla per soggiorno, ma più di così non credo che si possa scendere col prezzo. È uno sconto di oltre 30%, non mi sembra poco.

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200 mila confermo budget massimo che sento in giro, penso che il mercato rimarrà Fermo vedo case sul mercato 30 almeno da 4 anni

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Il ciclo di ribassi durera' ancora molto...purtroppo l'impoverimento e' appena iniziato..vediamo la finanziaria dell'anno prox...da dove tireranno fuori 50 miliardi...

Certo che siete buffi a rpetendere che il mercato possa ripartire.

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Purtroppo la penso come te...il ribasso non cesserà presto.
Ma detto questo: siamo buffi a pensare (sperare) diversamente?
Se il mercato immobiliare continuerà a perdere sarà solo la spia del continuo peggioramento delle condizioni di vita generali....forse non è buffa la cosa!!!!

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Il cambio euro/lira ha massacrato tutto e tutti

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Tanta gente che sogna di poter comprare la luna a prezzi di saldo si scontrerà come al solito con la realtà dei fatti: nessuno svende
Alternativa per chi non può, o non vuole, pagare certe cifre è l'affitto

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Condivido, la casa che si possiede non è costata brustoline pertanto se la si vuole bisogna pagarla.

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Tornerà la voglia di casa se l'investimento risulterà conveniente. Comperare una casa anno 70 è comperare una lavatrice in classe "D"
Per stimolare il mercato occorrerebbe una norma del genere . Segue lettera che che il lettore potrà inviare al parlamentare di riferimento:
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PROPOSTA LEGISLATIVA - PER FAR RIPARTIRE IL PAESE

Il settore edile traina 28 settori portanti dell’economia su 36 ; se riparte l’edilizia riparte il Paese . Non è il caso di costruire nuovi carrozzoni ma recuperare fabbricati energivori puntando sulla leva fiscale SI PUO' FARE . ECCO COME .
La proposta seguente punta al “ bersaglio grosso”, ossia al quel 70% di unità abitative obsolete , energivore , che per la maggior parte appartengono a privati cittadini .

CONCETTUALMENTE la proposta prevede la possibilità per l’ impresa di costruzione di acquistare in proprio da un privato una unità abitativa da sottoporre a ristrutturazione pagando un imposta unica di registro dell’ 0,1% complessiva, contro l’ attuale 10%. (Imposta registro, catastali, ipotecarie). Lo Stato non subirebbe alcuna perdita fiscali, anzi ci guadagnerebbe come piu’ avanti si leggerà .
In pratica se l’impresa oggi comperasse una unità abitativa di 200.000,00 euro da un privato pagherebbe 20.000,00 euro di imposte (visto che in tal caso non funziona il c.d. Prezzo valore ) ; secondo la proposta ne pagherebbe 200,00; ne resterebbero 19.800,00 da indirizzare all’intervento manutentivo. Per contro l’impresa dovrebbe impegnarsi al rispetto delle normative sulla sicurezza del lavoro, antisismica, paesaggistica, al contenimento energetico, a rivendere l’ unità abitativa entro 5 anni al consumatore finale , all’onere di sottoporre a valutazione di congruità preventiva il costo dell’unità acquistata dal privato (norma antielusiva atta ad evitare la lievitazione artificiale del costo) .
Le agevolazioni dovrebbero consistere oltre all ’ alleggerimento dell’imposta di registro come già illustrato, nella inequivoca possibilità di detrarre l’iva pagata a fronte di fatture di fornitori di beni e servizi , nel forte alleggerimento degli oneri di urbanizzazione e/o costi di costruzione da parte del Comune che pure dovrebbe fare la sua parte. La norma potrebbe essere estesa a qualsiasi impresa ,anche non di costruzione (che potrebbe operare previo appalto a terzi) , purchè sia prevista la tenuta della contabilità separata, isolando costi (a detraibilità iva al 100% ) e ricavi (iva a debito al 100% ) relativi all'intervento edilizio; potrebbe anche essere allargata al privato investitore che volesse eseguire una “prestazione occasionale” conferendo appalto ad un impresa di costruzione rispettosa dei criteri già illustrati; il privato potrebbe persino trattenersi i vantaggi fiscali del 65% in caso di rivendita, facoltà lui concessa da una recente normativa .
Solo Vantaggi: per il fisco, per la ripresa, per l'ambiente

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La lezione di economia è la seguente:
"Nel lungo termine le dinamiche dei prezzi delle abitazioni e dei redditi seguono linee parallele. Quando c'è una correzione, nel medio termine, le due linee possono incrociarsi o allontanarsi anche notevolmente: non ci sarà soltanto un ritorno verso la media ma i prezzi scenderanno molto più dell'atteso. Negli usa hanno venduto milioni di single family home (villette) per cifre intorno ai 50-100 mila dollari (40-70 mila euro). Cambiano le tecniche di costruzione ma non la sostanza: provate a costruire una casa prefabbricata in Italia... un'altra dinamica parallela nel lungo termine è data dal prezzo degli immobili e da quello degli affitti. La convenienza cioè tra affittare o comprare: in Italia adesso è ancora molto più conveniente affittare. I prezzi degli affitti (come quelli degli immobili) seguono la curva domanda-offerta: in Italia esistono milioni di abitazioni vuote. Questo perché l'italiano medio ha sempre investito quasi esclusivamente nel mattone. La percentuale di proprietari di casa in Italia è tra le più alte al mondo: chi dovrebbe ancora comprare in un mercato in fase calante? la novità è proprio quest'ultima: il mito della casa si è sempre poggiato sulla convizione che i prezzi delle case salgono sempre. Ora che ci si è accorti che , inevitabilmente i prezzi delle abitazioni possono scendere l'approccio è cambiato. E c'è una corsa a liberarsi degli immobili. In tutto questo la tassazione (imu o altro) svolge soltanto il ruolo di fattore precipitante: il crollo dei prezzi degli immobili in Italia era già scritto. Infine questo è un paese defunto per innumerevoli motivi su cui non mi dilungo. Se non si rinegozia il debito pubblico sarà una interminabile agonia. Se si rinegozia (opzione da preferire) vi sarà comunque un terremoto iniziale ed un accentuarsi della recessione perché ormai buona parte dei titoli di stato italiani sono rientrati nel bel paese. Non c'è scampo. Chi può ed intende acquistare una casa può dormire sonni beati tra due guanciali ed attendere: con il denaro necessario oggi ne comprerà almeno due."
A buon intenditore poche parole.
Se poi draghi and C. Seguiranno gli esempi dei microcefali disonesti che guidano le banche centrali (usa, giappone, uk...) e inonderanno il sistema di moneta (molto probabile) allora sarà possibile che il calo non sarà un tracollo. Ma calo sarà e considerevole. Se e quando ci sarà una ripresa, prima dei prezzi degli immobili dovranno migliorare i redditi da lavoro. Allora migliorarerà l'affordability cioè la convenienza relativa ad acquistare casa. La sostanza non cambia: gli anni futuri saranno favorevoli ai compratori. Conviene attendere.

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Anonimo 20# concordo con quasi tutto quello che dici, però il debito non và rinegoziato! è un follia che il sig Grillo sta diffondendo.
Il debito pubblico è il credito del cittadino, se vogliam far fallire lo stato e ridurre alla poverta tutti i cittadini basta rinegoziare il debito.

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Mah leggo gli ultimi commenti in parte sono ragionevoli, ma sostanzialmente non si prende in considerazione il gonfiamento scandaloso dei prezzi degli immobili che è avvenuto negli ultimi anni.
Morale della favola i prezzi dovranno riallinearsi con i prezzi degli altri paesi europei come l'irlanda la spagna e la cattiva germania.
Ovviamente nessuno ti regala la casa e di certo i costruttori non fanno opera di beneficenza, però suvvia un immobile di 70mq in periferia Romana con vista raccordo a 300.000 euro non si può vendere, non si deve vendere e di certo non verrà venduto..

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I prezzi devono allinearsi ad altri paesi europei tipo irlanda, spagna e germania?
Bene, andate a vivere là così non dovrete aspettare l'improbabile discesa dei prezzi italiana

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"I prezzi devono allinearsi ad altri paesi europei tipo irlanda, spagna e germania?
Bene, andate a vivere là così non dovrete aspettare l'improbabile discesa dei prezzi italiana"

Che succede? sentire la verità fa male? brucia?

Rispondere con cognizione di causa e non da classici decorticati cerebrali.
Grazie

Saluti

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Quale verità? ...quella dei sognacase vorrai dire!
I prezzi per gli appartamenti validi non scendono ma forse quelli per i tuguri al paesello si!
Quando si hanno pochi soldi in tasca o ci si accontenta o si va in affitto

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Leggere le statistiche sui prezzi case, prego
Questo non e' un bar, e; un blog serio

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Ma cosa volete mattonari speculatori ,e finito il tempo dei guadagni x 4 mura vecchie.Come si puo pensare a una ripresa dei prezzi se la gente non a lavoro e quindi non co sono soldi, chi ha il denaro non va a comprarsi la terza casa in Italia ma in un posto dove non e soggetto a tasse .cosi non funziona e evidente

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Impara a leggere i messaggi, prima di definirmi mattonaro.

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Il problema è che il proprietario della baracca nella suburra romana crede di avere un capitale o qualcosa di simile, complice la sub-cultura italiota della presunta ricchezza nel mattone, pompata da anni di propaganda da governi e dai vari carlino della situazione.
Voglio vedere quando i 50 di oggi rimarranno fra una decina d'anni con una pensione pari al 50% dell'ultimo stipendio se si decideranno a vendere di corsa a prezzi ragionevoli.

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Si conferma che se i soldi in tasca sono sempre gli stessi .....conviene restare in affitto o "ospiti" a casa di mamma e papà

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Purtroppo la crisi non è finita. Il nostro pese non è stato in grado di gestire il cambiamento economico in atto in europa e stati uniti con investimenti, ricerca e innovazione della produzione. Le attività saranno sempre piu automatizzate (esempio banale i caselli autostradali), impossibile credere che chi ha perso o non ha trovato lavoro lo troverà in seguito. Perchè il lavoro tradizionale continuerà a diminuire. Si salverà soltanto chi ha capacità ed idee quali l'informatica avanzata,l'assistenza agli anziani, e, sembrerà strano, la gestione della finanza. I giovani con una laurea scientifica importante es ingegneria, fisica troveranno sicuramente lavoro all'estero se usciti con voti molto alti nelle università italiane. Ora di fronte a questa realtà peraltro in continua evoluzione ragionare sull'acquisto della casa e sui prezzi della stessa con antichi criteri di valutazione mi pare fortemente sbagliato ma è l'unica possibilità per chi si occupa di vendite o di intermediazioni immobiliari cercare di trovare una soluzione che purtroppo in Italia non esiste.
Molti auguri a tutti per le scelte future che ciascuno farà ma ricordate che oggi il successo si basa esclusivamente su elevate capacità individuali che purtroppo non saranno utilizzate in Italia.

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Ciao Giorgio...hai detto parole sacrosante.
Antichi criteri....e modi di pensare da paleolitico.
Il mondo, che ci piaccia o no, sta cambiando a velocità della luce.
E di giorno in giorno quello che era vero e certo il giorno prima viene a perdere significato e valore.
In tutti i campi stanno per esserci vere rivoluzioni che azzereranno imprese e mondi ritenuti inattaccabili....basti l'esempio di kodak per tutti.
E in futuro queste "rivoluzioni" saranno ancora più veloci e imprevedibili (per chi nulla sa dei settori in cui avvengono).
Prima la differenza nei comportamenti delle persone era minima, milioni di persone vivevano con stesse modalità e convinzioni.
Ora tutto cambia.
Chi ha la conoscenze, il knowhow farà da padrone in tutto.
Basti pensare a google che sarà l'unico a disporre dei dati per la guida delle auto senza guidatore.
Credetemi: ho rapporti con ingegneri e inventori che fanno discorsi da far impallidire anche il più scafato degli autori di fantascienza.
L'Italia è ferma, arretrata e aumenta la velocità di arretramento.
Non so se per certe tipologie di immobili ci saranno ancora le tipologie di persone che le abitavano prima o se certe classi sociali saranno spazzate via e con esse i loro gusti abitativi.

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Bel post pampa,

La vita e' bella perche' e' imprevedibile.

Chi vuol fare l'imprenditore lo sa, e deve sfruttare questo fattore a suo favore (inventando nuove strade e costruendo su idee nuove).

L'imprevidibilita' ed il rischio sono fattori tipici della azienda, uno deve sapere gia' dall'inizio che un investimento comporta opportunita' e rischi. Anche l'immobiliare.

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Concordo...la vita andrebbe saputa cogliere fluendo e utilizzando il flusso, senza cercare di creare improbabili e fragili dighe del tutto inadatte a ostacolare il suo scorrere senza tempo.
Ma noi umani siamo paurosi e fragili, per quanto ci si gonfi il petto contando sull'aiuto dell'amico grande e grosso (medicina e tecnologia)....e vogliamo sicurezza!
Questo ci fotte sistematicamente.
Vado fuori tema qui: occorre formarci, e formare i giovani perchè sappiano reggere alla delusione e alla crisi che li prenderà irrimediabilmente quando vedranno che le mura invalicabili che speravano di aver costruito contro il fato si sbriciolano sempre.
Solo con l'evoluzione del pensiero si può superare la crisi.
Se ci limiteremo a ripetere i gesti di sempre, saremo veramente finiti.
L'immobiliare ha rischi che non si è abituati a valutare.
Oggi poi stiamo arrivando alla fine della prima generazione che ha visto le case trasformarsi.
Prima che fossero del '300 o degli anni '30 erano quattro pietre e (talvolta) quattro tubazioni.
Oggi le case hanno impianti che vanno in obsolescenza in tempi rapidissimi, o che vengono dichiarati fuori legge, o che si deteriorano e vanno sostituiti numerose volte prima che l'involucro di mattoni sia deperito.
Quindi ogni logica cambia....saltano i paradigmi, le abitudini mutano, la tradizione non aiuta, anzi tradisce.
Questo non è il futuro....è il presente e, mi viene da dire, è già in parte passato prossimo.
Ho delle idee sulla formazione e conosco dei formatori che stanno cercando di dare in loro contributo per aiutare (chi vuole essere aiutato ovviamente) a crescere, capire, cambiare.
Se volete vedete www.progettocrescere.it o scrivetemi a PAMPA2000@TIN.IT mettendo in oggetto idealista-formazione del domani
Saluti a tutti

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Fattori che faranno calare il prezzo:
- Calo demografico e riduzione del numero dei trentenni
- Crisi economica e riduzione sostanziale dei redditi
- Crisi econoica e necessitò di liquidare i capitali immobilizzati
- Livello dei prezzi ancora alto perchè effetto della gigantesca bolla post-euro
- Sostanziale deflazione
- Stretta creditizia delel banche sui mutui

Fattori che faranno salire il prezzo:
-La speranza dei venditori

Come andrà nel 2014-2015?

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Perfetto pienamente d'accordo con la tua analisi molto concreta ,visto che da queste parti ci sono molti sognatori

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Uno dei pochi che accenna alla demografia....!
Concordo in pieno su tutti i fattori....in particolare il fatto che il calo dei risparmi porterà sempre più a disinvestire per "necessità".
E la necessità non deve leggersi come bisogno impellente o bancarotta.
Vedasi la svendita di mezza Sardegna da parte di chi ci va a stento 20 giorni all'anno e valuta che tra viaggio e costo della manutenzione/tassazione non merita più essere proprietari di seconde case.
Non si vende...troppa offerta.
Il mercato non fa sconti....agli errori di timing!

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