Inverno e riscaldamento acceso: ecco le piante che sopportano il termosifone e come mantenerle sane e rigogliose.
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piante che possono stare vicino al termosifone
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In casa durante l’inverno è necessario avere i termosifoni accesi o comunque fonti di calore per rendere più confortevoli gli ambienti. Tuttavia, il calore costante, l’aria secca e gli sbalzi di temperatura scoraggiano la crescita di molte piante. Tuttavia, alcune varietà sono naturalmente più resistenti e si adattano bene anche in condizioni apparentemente difficili. Ecco, allora, quali sono le piante che possono stare vicino al termosifone.

Sansevieria

La Sansevieria, che molti conoscono anche come pianta serpente o “lingua di suocera”, è una delle specie più presenti anche in casa, dato che può essere posizionata vicino al termosifone. Le sue foglie spesse e succulente immagazzinano acqua, il che la rende perfetta per ambienti con aria secca e riscaldamento acceso per molte ore. Non soffre particolarmente gli sbalzi termici, e sopporta bene anche periodi di scarsa umidità.

Ma perché la Sanseveria resiste bene vicino al termosifone? La struttura delle foglie, rigide e verticali, riduce la superficie esposta alla traspirazione: per questo la pianta perde meno acqua e resiste meglio al caldo dei caloriferi. Inoltre, la Sansevieria non teme la luce intensa, quindi può vivere senza problemi su un davanzale sopra il termosifone.

Se noti le punte delle foglie secche o marroni, puoi spostare leggermente la pianta più lontano dal getto diretto del termosifone o schermarla con un piccolo pannello decorativo. 

pianta serpente
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Zamioculcas

Lo Zamioculcas zamiifolia è un’altra pianta da interno robustissima che rientra a pieno titolo tra le resistenti al calore. Le sue radici tuberose e i fusti carnosi accumulano acqua, permettendole di tollerare lunghi periodi di aria secca e caldo senza mostrare segni di stress. 

Per coltivarla al meglio, un posto vicino al termosifone ma non vicino alla finestra è ideale. Il calore costante favorisce una crescita lenta ma regolare, a patto che il terreno non resti mai zuppo. Ricorda di usare un terriccio ben drenante e un vaso non troppo grande, in modo che il substrato si asciughi in tempi brevi.

Sulla frequenza di irrigazione, innaffia abbondantemente ma di rado: bagna il terreno, lascia scolare l’acqua in eccesso dal sottovaso e poi aspetta che sia di nuovo completamente asciutto.

zamioculcas
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Pothos

Il Pothos è una pianta rampicante da interno tra le più tolleranti alle condizioni difficili. Le sue foglie cerose trattengono bene l’umidità, e la pianta si adatta sia alla luce intensa sia a zone più in ombra, tipiche degli angoli tra parete e calorifero. Pur amando un’umidità ambientale un po’ più alta rispetto a Sansevieria e Zamioculcas, il Pothos sopporta discretamente l’aria secca se il terreno viene gestito correttamente. 

Ricorda di posizionare il vaso leggermente sollevato rispetto al calorifero, ad esempio su una mensola o appeso in alto, così da ridurre l’impatto diretto dell’aria calda. Innaffia, poi, solo quando i primi 2–3 cm di terriccio risultano asciutti al tatto. 

Aloe vera

Vera protagonista di creme e preparazioni per il suo gel lenitivo, l'Aloe è anche una delle piante che possono stare vicino al termosifone più adatte grazie alla sua straordinaria resistenza alla siccità. In natura cresce in ambienti caldi e aridi, per cui non teme affatto il caldo asciutto del riscaldamento domestico, purché riceva una buona quantità di luce.

Per la cura dell'Aloe Vera, utilizza un terriccio specifico per cactus e piante grasse, molto drenante, e assicurati che i fori per far scolare l’acqua siano abbondanti ed efficaci. Innaffia solo quando il terreno è completamente asciutto fino in profondità: in inverno, con il termosifone acceso, ciò può significare anche una sola annaffiatura ogni 4–5 settimane. 

Sul posizionamento: l’Aloe ama la luce intensa, se il termosifone è sotto una finestra esposta a sud o ovest, la posizione è perfetta, purché in estate si controllino eventuali scottature sulle foglie.

aloe pianta
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Crassula o Albero di giada

La Crassula ovata, chiamata comunemente albero di giada, è un’altra succulenta perfetta per la casa dato che non teme il calore del termosifone. Questa pianta ama la luce e cresce particolarmente bene su davanzali molto luminosi, anche se il termosifone si trova proprio sotto. Il calore può perfino intensificare il colore dei bordi delle foglie, che talvolta arrossiscono leggermente.

Per curarla vicino al termosifone, scegli un vaso pesante e stabile con fori di drenaggio ampi. Utilizza un terriccio per piante grasse, magari aggiungendo un po’ di sabbia grossolana o ghiaia fine. Ricorda di innaffiare solo quando il substrato è completamente asciutto.

albero di giada
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Aspidistra

Una pianta che resiste a tutte le principali condizioni avverse è l’Aspidistra. Può infatti stare vicino al termosifone anche con luce non ottimale, correnti d’aria e poca cura costante. A differenza delle succulente, l’Aspidistra non immagazzina grandi quantità di acqua nelle foglie, ma la sua crescita lenta e la struttura robusta la rendono poco esigente

Ma come curarla? Usa un terriccio universale di buona qualità, arricchito con un po’ di perlite per migliorare il drenaggio. Attenzione alle foglie che seccano, in quanto possono indicare aria troppo secca oppure innaffiature irregolari. Puoi migliorare l’umidità ambientale posizionando vicino alla pianta ciotole d’acqua o un sottovaso con argilla espansa. 

Clorofito o Pianta ragno

Le foglie lunghe e arcuate del Clorofito, spesso variegate di bianco o crema, crescono bene anche con il caldo. Nonostante potrebbe soffrire un po’ l’aria troppo secca con punte che tendono a brunirsi, il Clorofito è estremamente generoso: produce numerosi stoloni con piccole piantine che possono essere facilmente radicate in nuovi vasi.

La cura ideale per questa pianta prevede il terreno moderatamente umido: lascia asciugare solo lo strato superficiale prima di innaffiare di nuovo. In inverno, se tenuta in camera di letto, con il riscaldamento acceso, probabilmente dovrai comunque ridurre la frequenza delle annaffiature rispetto all’estate.

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