È ormai certo che oggi alle 14 il presidente del banco centrale europeo, jean claude trichet, annuncerà l'aumento dei tassi di interesse, fermi al minimo da due anni.
Giovedì 7 aprile con tutta probabilità la banca centrale europea darà l'annuncio dell'aumento dei tassi di interesse. E l'indice euribor, il valore più usato per stabilire la rata del mutuo a tasso variabile, ma anche l'irs, quello per il tasso fisso, avanzano. Lentamente, ma avanzano.
Secondo lo studio di idealista sui tempi di vendita, già nel primo trimestre del 2011 i venditori hanno impiegato una settimana in più per vendere un immobile. Le cose non promettono bene, visto l'aumento dei tassi euribor.
Mercato immobiliare e andamento dei mutui sono due temi strettamente connessi. Secondo il barometro crif a gennaio e febbraio la richiesta di mutui è aumentata (vedi il grafico), piccolo segnale di un possibile buon inizio d'anno per le compravendite.
L'euribor, il principale indicatore per il calcolo della rata del mutuo a tasso variabile, è sceso ieri leggermente, a dieci giorni da un improvviso rialzo (vedi notizia). Incredibilmente la situazione del giappone, insieme ad altri fattori, sta giocando a favore di questo ribasso.
La notizia di questa settimana per il mercato immobiliare è senza dubbio l'aumento dell'euribor, in seguito alle dichiarazioni del presidente della bce.
La banca centrale europea (bce) ha deciso di mantenere fermi i tassi di interesse all'1% ancora per un po'. Tuttavia è stata sufficiente una frase del presidente, jean claude trichet, per mettere in moto i mercati.
Dal 2008, con l'istituzione della portabilità del mutuo a costo zero (legge bersani), la surroga era diventata la regina del mercato dei mutui. Con i tassi di interesse in perenne discesa, molti clienti volevano rinegoziare il mutuo e se non ci riuscivano, si rivolgevano ad un'altra banca.
Il 2011 è cominciato con delle tendenza al rialzo per l'indice euribor, il valore più diffuso per calcolare la rata del mutuo a tasso variabile. Gennaio chiuderà con dei lievi ma costanti aumenti e lo spettro dell'inflazione che incombe. Cosa succederà a febbraio?
Facciamo prima un passo indietro.
Sono bastati i dati sull'inflazione di dicembre, in aumento in tutta europa, a far scaldare l'indice euribor, il valore di riferimento con cui si calcolano le rate del mutuo a tasso variabile.
Il 2009 era stato un anno da ricordare per quei risparmiatori che, avendo scelto un mutuo a tasso variabile, si sono beneficiati dei ribassi record dell'euribor il cui indice a 3 mesi – il tasso chiave dei prestiti interbancari su cui si calcolano gli interessi sui mutui - è sceso al minimo storico
Come sarà l'anno che verrà sul fronte dei tassi? se lo chiede chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile, che teme un rincaro delle rate dopo oltre due anni di vacche grasse e chi sta pagando un mutuo a tasso fisso, tentato dalla rinegoziazione.
Nell'ultimo anno e mezzo il mutuo a tasso variabile è stato senza dubbio il re del mercato del credito. Con l'indice euribor ai minimi la rata del mutuo, normalmente calcolata sull'indice a tre mesi, si è fatta conveniente come non mai.
È stato accolto bene dal mercato il nuovo tipo di obbligazione a tasso variabile, legata all'euribor a 6 mesi emessa dalla repubblica italiana a giugno.
La settimana scorsa l'euribor 3 mesi, il valore più usato in Italia per calcolare la rata del mutuo a tasso variabile, ha superato quota 1%. Non succedeva dal luglio 2009 e nei giorni successivi ha subito altri piccoli ma costanti aumenti.
Lunedì 18 ottobre l'euribor 3 mesi è tornato all'1%, il livello piu alto da luglio 2009. Il tasso, che era arrivato al minimo storico lo scorso 31 marzo 2010, 0,63%, è costantemente aumentato superare la fatidica soglia. Conviene ancora il mutuo a tasso variabile?
Per prima cosa niente panico.
Venerdì 1 ottobre l'euribor a tre mesi è passato improvvisamente da 0,892% (valore da cui non si muoveva da settimane) a 0,942%. Si tratta del maggior aumento dal lontano luglio 2008, quando si trovava, è bene ricordarlo, al 5% e le rate del mutuo erano l'incubo di migliaia di famiglie.
Nelle previsioni euribor di settembre 2010 avevamo detto che ci si aspettava calma, e a meno di otto giorni dalla fine del mese, l'euribor a tre mesi, valore più utilizzato in Italia per calcolare la rata del mutuo a tasso variabile , è sceso, anche se di poco da 0,89 a 0,88%
Cosa succederà ad ottob
Nelle previsioni euribor di agosto avevamo annunciato che ci sarebbero stati lievi ma costanti aumenti. Ad una settimana dalla chiusura del mese sembra invece che l'indice euribor abbia fermato l'ascesa che veniva accumulando da ormai 5 mesi.
I dati sull'erogazione dei mutui nel primo trimestre del 2010 avevano fatto pensare ad una ripresa del mercato. Ma invece dal crif, un sistema di informazioni creditizie che raccoglie ogni mese i dati, arriva un'altra realtà: nel primo semestre del 2010 l'erogazione di mutui è scesa del 2%.
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