Una delle novità del decreto crescita è la nuova scadenza per la presentazione della dichiarazione dell'IMU e della TASI, adesso fissata per il 31 dicembre.
Tra le tasse comunali legate alla casa c’è anche quella sui rifiuti. Ma come si calcola la Tari? Vediamo nel dettaglio chi la paga e come funziona il calcolo di questa imposta
Regione che vai tariffa che trovi. Tra i trentini e i campani, infatti, la forbice nel versamento della Tari è davvero ampia. In Trentino per la tassa sui rifiuti si pagano 188 euro, mentre in Campania addirittura 422 (la media nazionale è di 302). A diffondere i dati è l’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva
Con l’ordinanza 21780/2018, la Cassazione ha chiarito che non deve essere l’amministrazione comunale a provare che un garage, un’autorimessa o altro immobile siano produttivi di rifiuti. Spetta al contribuente dimostrare che un immobile non sia soggetto al pagamento della Tari o che abbia diritto a un’esenzione o a un trattamento agevolato
Riflettori puntati sulla Tari: una famiglia su 5 non paga la tassa sui rifiuti. A dirlo un’indagine condotta da Crif Ratings sui bilanci dei comuni italiani e che ha analizzato i mancati incassi su base pro capite relativi alla tassa rifiuti del 2016, evidenziando le differenze emergenti a livello regionale, provinciale e di città metropolitane
Diminuisce la Tari a Roma per l’anno 2018. Con un comunicato è stato spiegato che la tassa sui rifiuti produrrà un gettito previsto di 771 milioni di euro con una riduzione che andrà a vantaggio sia delle utenze non domestiche, imprese ed esercizi commerciali (-0,93%), che a beneficio delle utenze domestiche (-0,73%)
Ci sono casi in cui sono previste esenzioni o riduzioni della tassa sui rifiuti (Tari). Succede, ad esempio, quando l’immobile non produce rifiuti o produce rifiuti speciali non soggetti alla tassa comunale, oppure quando l’abitazione è destinata ad attività stagionale e non produce rifiuti per la maggior parte dell’anno, o ancora quando la casa è vuota e inabitabile e non produce rifiuti. Per non pagare il balzello, però, serve una dichiarazione che dimostri al Comune i presupposti dell’esenzione o della riduzione
Da qualche settimana è ormai scoppiato il caos Tari. In seguito a un'interrogazione parlamentare si è scoperto che molti Comuni avevano gonfiato la quota variabile dell'imposta, aumentando considerevolmente il costo per i contribuenti. Ma come si può scoprire se quanto pagato è la quota legittima o gonfiata?
Con la circolare pubblicata dal Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia sul fronte Tari è stato definitivamente chiarito che la quota variabile deve essere calcolata una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica. E’ stato anche specificato che, qualora il contribuente riscontri un errato computo, è possibile richiedere il rimborso. Vediamo in che modo
E’ corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica. A specificarlo una circolare pubblicata dal Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia in merito alla corretta modalità applicativa della Tari, la tassa sui rifiuti
L'errore commesso dai Comuni nel calcolo della tassa sui rifiuti, che avrebbe gonfiato la Tari di tanti contribuenti, ha messo sul piede di guerra le associazioni di consumatori, pronte a chiedere il rimborso di quanto versato in più. Ma chi ha pagato quanto dovuto potrebbe nei prossimi anni vedersi arrivare una bolletta un po' più pesante, perché le amministrazioni saranno costrette a compensare il denaro restituito chiedendo un conguaglio al resto dei cittadini
Il Ministero dell’Economia è intervenuto sulla Tari, la tassa sui rifiuti, e ha dichiarato che la quota variabile deve essere calcolata una sola volta per le abitazioni con pertinenze e che è illegittimo il conto che la replica per garage, cantine e via dicendo. Ciò che dunque è stato fatto fino ad oggi dai Comuni italiani, quindi separare l’abitazione dalle pertinenze, non è più possibile
Quest’anno, come segnalato dalla Cgia di Mestre, le famiglie e le imprese italiane pagheranno 9,1 miliardi di euro per l’asporto dei rifiuti. In particolare, tra il 2017 e il 2016, per un nucleo familiare con 2 componenti la maggiore spesa sarà del 2%, con 3 dell’1,9%
L'Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale) ha pubblicato le risposte alle domande più frequenti relative alla Tari 2016. Dalle agevolazioni, alle modalità di pagamento, passando per le scadenze e le regole per l'abitazione principale, ecco tutte le informazioni utili per versare la tassa sui rifiuti
Dopo l'imu, la trise, la tasi, la tasi e anche la tuc, la nuova arrivata si chiama iuc (imposta unica comunale). La nuova tassa sulla casa, sulla quale hanno trovato un accordo governo e maggioranza, prevede un'esenzione prima casa che funzionerà solo per la parte patrimoniale.
Ormai più che la tassazione sulla casa è uno scioglilingua. Nata per mandare in pensione l'imu prima casa e la tarsu, sembra che la trise possa morire prima di essere ufficialmente inaugurata.
Se c'è qualcosa di cui nessuno dubita al momento è che la legge di stabilità, in particolar modo nel capitolo che riguarda la trise, la nuova imposta sulla casa, sarà modificata. Resta da vedere il come.
Dopo la sorpresa del nome, su cui non mancano già le ironie, la trise comincia ad assumere dei contorni più precisi. Ecco alcune specifiche importanti su prime case e abitazioni locate
Ancor prima che nasca, la service tax va in pensione. O almeno ci va il suo nome. Secondo alcune anticipazioni della legge di stabilità, la nuova imposta si chiamerà trise e sarà un tributo sui servizi che sostituirà per le prime abitazioni sia l'imu che la tares.
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