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Abolizione Tasi dal 2020: arriva la nuova Imu

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Autore: Redazione

Con l'abolizione della Tasi dal 2020 arriva la nuova Imu, ribattezzata anche come Super Imu. La nuova imposta municipale propria sostituisce le vecchie Imu e Tasi, ma in sostanza non allegerisce il carisco fiscale che grava sui contribuenti italiani.

Ad abolire la Tasi dal 2020 è la legge di bilancio 2020 che istituisce la nuova Imu: un'imposta il cui obiettivo è quello di unificare i due precedenti balzelli della UIC, semplificando la vita ai contribuenti, assicurando però un'invarianza di gettito a Comuni e Stato. A marzo il Ministero delle Finanze interviene per fornire delucidazioni in un'apposita circolare e per fornire le linee guida per il pagamento dell'acconto.

Ma a stravolgere l'anno di debutto della nuova Imu, dopo l'abolizione della Tasi, ci pensa l'emergenza covid. Cominciano infatti a susseguirsi i rumori di una proroga o di una moratoria, fino a quanto interviene il governo che, con il decreto Rilancio, prevede la cancellazione della prima rata per specifiche categorie: quelle maggiormente colpite dalla pandemia. La proroga per la parte spettante ai Comuni rimane però nelle mani delle singole amministrazioni locali. Per la maggior parte dei proprietari di seconde case e di prime case di lusso arriva il 16 giugno l'appuntamento con l'acconto o prima rata, che si paga con le aliquote predisposte dal comune dove è presente l'immobile per l'anno precedente ed è uguale alla metà di quanto corrisposto nel 2019. Il calcolo della nuova Imu 2020 è sempre analogo a quello del 2019 e punto di partenza è sempre la rendita catastale dell'immobile.

Il perdurare della pandemia stravolge anche la seconda rata dell'Imu, fissata per il 2020 come prima dell'abolizione della Tasi al 16 dicembre. Anche questa volta interviene il governo che nel decreto Ristori uno e due prevede la cancellazione della seconda rata per le categorie maggiormente colpite dai provvedimenti di chiusura del dpcm del 3 novembre,  che ha istituito le zone gialle, arancioni e rosse in Italia. 

La seconda rata, che corrisponde al saldo, doveva essere corrisposta entro il 16 dicembre utilizzando le aliquote approvate dai Comuni entro il 31 ottobre. Ma anche in questo caso l'emergenza ha stravolto la scadenza dell'Imu 2020, introducendo una doppia via per i contribuenti e un conguaglio a febbraio 2021. In particolare

  • Nei comuni dove sono state già approvate le nuove aliquote per il 2020 entro il 31 ottobre - pubblicate entro il 16 novembre  - la scadenza del saldo del 16 dicembre corrisponde al conguaglio. I contribuenti versano la seconda rata secondo le aliquote del 2020.
  • Nei comuni che approveranno le nuove aliquote entro il 31 dicembre - pubblicate entro il 31 gennaio - i contribuenti entro il 16 dicembre versano il saldo 2020 con le aliquote del 2019, quindi uguale alla somma già corrisposta a giugno per l'acconto, - ed entro il 28 febbraio pagheranno il conguaglio, ovvero l'eventuale differenza tra quanto versato a dicembre e quanto dovuto in base alle nuove aliquote. Un'eventuale differenza negativa implica il diritto del contribuente al rimborso della somma eccedente.

Intanto le esenzioni previste per la seconda rata del 2020, vengono estese anche alla prima rata del 2021 grazie a un emendamento approvato durante l'iter parlamentare della legge di bilancio 2021.