Notizie su mercato immobiliare ed economia

Il mercato immobiliare internazionale del 2020, cosa è successo nell’anno del Covid

L'emergenza coronavirus si è fatta sentire, modificando stili di vita e abitudini

Gtres
Gtres
Autore: Redazione

Se lo scorso anno l’andamento del mercato immobiliare internazionale è stato condizionato dalla Brexit, quest’anno è stato il Covid-19 il fattore che ha destabilizzato ovunque ogni settore economico, compreso il mattone.

Secondo un’analisi di Savills, il Covid-19 ha impattato sull’immobiliare, ma non allo stesso modo su tutti i settori. Il residenziale, ad esempio, si è dimostrato il più resiliente alla pandemia. In base alle previsioni formulate sempre da Savills, i mercati immobiliari continueranno a svolgere un ruolo centrale nella ripresa economica; anche i cambiamenti nelle preferenze degli acquirenti, osservati in alcuni mercati a seguito della pandemia (in particolare in Occidente) - più spazio e accesso allo spazio verde, - continueranno ad avere un impatto nel breve e medio termine.

Per quanto riguarda i prezzi, è stato segnalato che i valori degli immobili di solito si muovono in ritardo rispetto ai volumi delle transazioni, tuttavia è probabile che sia troppo presto per vederne il reale effetto. L'aumento della disoccupazione e la fine delle misure di stimolo, infatti, potrebbero avere conseguenze sui prezzi immobiliari, anche se secondo gli analisti è improbabile una riduzione sostanziale.

Secondo il global outlook di Nuveen Real Estate, se in generale la situazione sarà nebulosa per tutto il globo, a salvarsi saranno gli asset industriali e logistici. E, in base a un’altra indagine, è emerso che le zone suburbane potrebbero essere la chiave della ripresa.

Dando invece uno sguardo alle città più care al mondo per comprare o affittare immobili, il Savills World Cities Index 2020 ha fatto sapere che a Monaco i prezzi medi al mq, tanto per l’acquisto quanto per l’affitto degli immobili prime, sono i più cari al mondo. Gli immobili del Principato sono più cari di quelli di Hong Kong e New York.

Cina

In Cina, Paese da dove è partita l’emergenza coronavirus, i dati dell'Istituto nazionale di statistica cinese dello scorso agosto hanno parlato di prezzi delle case in salita e di un aumento degli investimenti in attività di sviluppo immobiliare. I dati più recenti, hanno evidenziato il fatto che il mercato immobiliare in Cina non ha subìto stravolgimenti dell'effetto Covid, al contrario è rimasto generalmente stabile, registrando una lieve crescita su base mensile dei prezzi delle abitazioni nelle principali città.

Un dato curioso è stato poi offerto da un sondaggio del China Youth Daily, il quotidiano ufficiale della Lega della Gioventù Comunista Cinese, secondo il quale il 96,8% degli studenti fuori sede ha scelto online l’appartamento da affittare.

Spagna

In Spagna, con l’emergenza coronavirus, è scattata la moratoria sui pagamenti dei mutui. Una sospensione di cui hanno beneficiato sia i dipendenti che i lavoratori autonomi. A novembre, però, nel Paese iberico si è tornati a parlare di insolvenze dei mutui, dopo le moratorie straordinarie che il governo e il settore finanziario avevano messo in atto durante la prima ondata della pandemia.

E la diffusione del Covid-19 ha portato anche a un’altra novità nel Paese: l'inclusione da parte di alcune società immobiliari e proprietari di casa della clausola Covid nei contratti di locazione. L'obiettivo, in caso di emergenza, è permettere all'inquilino dilasciare l'immobile (principalmente un appartamento condiviso o un ufficio) e recedere dal contratto di locazione senza penalità.

La pandemia ha fatto anche aumentare l'offerta di tutti i tipi di immobili in affitto in Spagna. Secondo i dati di idealista, le case disponibili in affitto sono aumentate del 63% da marzo, proprio quando è scoppiata l'emergenza sanitaria, e il numero di stanze disponibili ha registrato una crescita ancora maggiore.

Germania

A quanto pare, in Germania l’emergenza coronavirus non ha fermato l'escalation dei prezzi delle case. Nel secondo trimestre di quest'anno, che comprende il periodo con i maggiori effetti all'attività economica, il prezzo medio di case e appartamenti è aumentato del 6,6% su base annua e del 2% rispetto ai primi tre mesi 2020.

Ma nonostante l’emergenza coronavirus e le difficoltà ad essa collegate, alcuni grandi progetti non si sono fermati. E’ il caso della realizzazione della prima casa stampata in 3D a Beckum, nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Un progetto reso possibile grazie alla ricerca italiana di Italcementi. Intervistato da idealista/news, Massimo Borsa, responsabile dei laboratori di innovazione di Italcementi, ha detto: “Con la casa che stiamo realizzando in Germania con la tecnologia di stampa 3D in calcestruzzo di fatto si è data evidenza della possibilità concreta di costruire un edificio da adibire ad abitazione, con tutti i permessi necessari. Si tratta solo del primo caso, ne faremo altri”.

Regno Unito

I dati della Nationwide Building Society relativi a luglio hanno fatto sapere che i prezzi delle case nel Regno Unito sono aumentati in media dell’1,5%. I valori sono in ripresa dopo gli effetti dovuti alla crisi legata al Covid, grazie anche alla domanda accumulata sul mercato britannico durante il lockdown. Ma non solo. L’estate 2020 è stata per il mercato residenziale britannico la migliore dal 2007. Merito, soprattutto, dell’abolizione dell’imposta di registro per gli immobili sotto le 500mila sterline. Ma è stato proprio il mercato prime che ha fatto registrare performance degne di nota.

Nel Regno Unito si è poi diffuso un nuovo trend, quello del mercato delle case di lusso in campagna. I dati negli ultimi mesi hanno fatto registrare una nuova tendenza nelle scelte abitative degli acquirenti alto spendenti britannici. Una vera e propria inversione di tendenza, visto che nemmeno un anno fa gli alti costi di mantenimento, le tasse salate e la crescente incertezza dovuta alla Brexit avevano fatto perdere sempre più appeal alle case di campagna nel Regno Unito.

Stati Uniti

E concludiamo questa carrellata andando oltreoceano, negli Stati Uniti. Quest’estate si è parlato dei prezzi delle proprietà negli Hamptons, che tra aprile e giugno hanno raggiunto il picco mai registrato da 13 anni a questa parte, con un aumento del 27%, in media a 1.08 milioni di dollari, circa 935.000 euro nonostante un calo delle transazioni fino al 13% su base annua nel secondo trimestre. Anche in questo caso l’emergenza coronavirus ha dato il suo contributo. Le restrizioni messe in atto per contenere il diffondersi del virus hanno modificato gli stili di vita e città come New York ne hanno inevitabilmente risentito. Uno spopolamento che è andato a sommarsi a quello tipico di altre grandi città statunitensi.

Se da un lato molti hanno deciso di lasciare le grandi città, altri hanno cominciato a prediligere soluzione abitative con spazi all’aperto. Disporre di una terrazza o un balcone a New York significa avere un tesoro per le mani, tanto che chi vuole un immobile con queste caratteristiche a Manhattan è disposto a pagare fino al 5,4% in più di quanto pensava avrebbe speso prima dello scoppio della pandemia. Secondo i dati di Miller Samuel, avere uno spazio all'aperto in casa rappresenta la priorità indispensabile sia per gli acquirenti che per gli affittuari di un appartamento a New York, i quali sono disposti a pagare di più per questo plus.

Sul fronte degli affitti a Manhattan, secondo il portale immobiliare Streeteasy, i costi per gli affitti sono scesi in media di 2.500 euro. Raggiungendo, come evidenziato da The Objective, livelli mai visti dal 2011.

L’emergenza coronavirus ha avuto un importante impatto nell’economia delle famiglie americane. Lo scorso settembre, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha avvertito che senza l'erogazione di ulteriori aiuti governativi alle famiglie potrebbe registrarsi un'ondata di insolvenze sui mutui e sfratti.

Sempre nel mese di settembre, i dati del report Re/Max, hanno fatto sapere che il mercato del real estate in Usa ha registrato un nuovo record, con un aumento del 21,1% rispetto a un anno fa, che conferma il trend in crescita dell’ultimo trimestre. Dati che mostrano segni di ripresa e che si spera possano essere confermati in futuro.